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Una sezione del sito ilcielodiparma sarà dedicata a personaggi che hanno fatto, in tempi lontani o più vicini, la storia di Parma, per capire e studiare insieme da dove e da chi veniamo…

…E in questa storia ci sarà una rubrica “Chiedi chi era…” : la prima puntata è dedicata al “màt Sicuri”.

Tanti parmigiani anche giovani credono di sapere chi era, grazie alla statua in piazzale della Macina (fra i tavolini del bar, proprio lui che era così schivo…) e forse per i ricordi tramandati da genitori e nonni. E forse qualcuno lo ritiene semplicemente un precursore del Metallaro errante o di altri parmigiani originali nell’abbigliamento e nelle scelte di vita, oggi da trasformare magari  in un fenomeno da social…

No: Enzo Sicuri era molto di più. Ed è stata per me una vera rivelazione leggere finalmente “Il testamento di Sicuri”, una delle tante preziose eredità di quel cercatore di umanità che è stato Tiziano Marcheselli, collega da riscoprire a sua volta per rendergli il meritato ruolo come atipico solista di un giornalismo parmigiano non superficiale e capace di dialogare con Arte e Storia.

Come appunto nel caso di Sicuri, che non era “màt” come tanti lo dipingevano (e che al bambino che io ero negli anni ’60 incuteva paura), né era un barbone per il fatto di dormire dentro scatoloni di cartone coperto di fogli di Gazzetta. Enzo (ma a volte voleva sfuggire anche al proprio nome e si faceva chiamare Poldo) era, non è esagerato dirlo, un filosofo e un uomo di cultura. Amava l’opera, e assistette una volta in gran segreto a una rappresentazione dell’Otello al Regio. E, come scrive Marcheselli, “non disturbava nessuno, non rubava niente e non istigava alla rivoluzione (anche se l’aveva nel sangue”.

Un sintetico e affettuoso ritratto, cui si affianca nel libro un documento rarissimo: la chiacchierata/intervista che Sicuri concesse a Giovanna Lanati, un angelo del volontariato al Romanini, nella quale Sicuri spazia dalle proprie origini al suo modo di vivere, dalla cultura (e gli insegnamenti di uno straordinario personaggio come Dante Spaggiari) a Dio… Con una frase fulminante sulla storia dell’umanità:  “Fanno la guerra. Diventano sempre più cattivi, sempre più stupidi e vanno a finire in terra per coltivare”…

PER SAPERNE DI PIU’:

Oltre al già citato “Il testamento di Sicuri” (pubblicato in concomitanza con l’inaugurazione dela statua di Zaccardi nel Piazzale della Macina), Marcheselli scrisse insieme a Giovanni Ferraguti “Il nostro amico Enzo Sicuri”.  Nel sito della Gazzetta, tratto dalle Teche di Tv Parma, c’è il video della mia fallita intervista a Sicuri quando venne  ricoverato al Romanini: appena ci vide con la telecamera iniziò a insultarci e ci scagliò contro le micche di pane che aveva sul comodino, costringendoci ad una immediata rtirata…   Guarda il video

E questo è ciò che compare su Google: leggi

Chiedi chi era…    Alla prossima puntata

ParmaStoria: ecco come sarà la sezione