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Inizio la settimana dedicando un ultimo pensiero a Gian Franco Bellè. Non un pensiero all’amico, che in tanti ci porteremo nel cuore, ma una riflessione da cronista, che è il mestiere che lui è stato fra i primissimi ad insegnarmi.

Chi era nella chiesa dello Spirito Santo ha visto quale intenso, corale e sincero abbraccio ci sia stato per “Sandro”. Un affetto e una memoria che Parma dovrebbe davvero perpetuare.

Io ho già buttato lì l’idea di un Museo dello Sport che porti il suo nome, perchè conosco pochissime persone che come Bellè abbiamo abbracciato e valorizzato lo Sport: tutti gli Sport. Ma naturalmente so bene che di Museo dello Sport a Parma si parla da tempo e che l’idea si è un po’ arenata. Ecco: non voglio entrare nei dettagli e nei distinguo. Dico solo che l’unico modo per realizzare davvero un Museo dello Sport (non so se unico e in che sede, o sdoppiato con una pagina a parte per il Parma calcio che potrebbe avere la sede naturale al Tardini) è proprio quello di trovare un metodo che assomigli a Sandro, e ai suoi tanti libri sulla storia dello sport di Parma. Mettersi al tavolo senza orticelli e gelosie, ma con il solo intento di valorizzare una storia ed un patrimonio di emozioni e valori che sono una fetta importante della storia di Parma.

Credo che a Parma ci siano persone in grado di organizzare qualcosa del genere: io posso solo buttar lì questa idea, purchè non si faccia inquinare dalla imminente campagna elettorale nè da interessi o egoismi. I tanti rappresentanti del mondo dello Sport che erano a tributare l’ultimo saluto a Sandro non hanno davvero bisogno di altre parole.

(La foto è tratta dalla copertina del libro “Parma e lo sport: 50 anni di successi”, che proprio Gian Franco Bellè curò per Artegrafica Silva)

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