elezioni

Il primo sceso in campo potrebbe anche essere il primo a ritirarsi (Massimo Rutigliano, che oggi sulla Gazzetta commenta con delusione la possibilità che le primarie Pd vadano a rimorchio del referendum nazionale che certo inciderà sui destini di Renzi e del partito). Quello in carica deve solo decidere o far decidere a Grillo con che casacca (M5s o civico?), ma tutto fa pensare che la partita la giocherà. L’outsider, Luigi Alfieri, sembra per ora il più determinato, e il convegno di lunedì 26 al WoPa sembra quasi un primo manifesto: sicurezza, bellezza, immigrazione, terrorismo. Quanto agli altri…

…sembrano tutti convinti che una elezione si possa conquistare in pochi mesi. Che è, effettivamente, quello che fece Federico Pizzarotti, il cui nome apparve ufficialmente come candidato il 22 gennaio 2012, cioè esattamente 4 mesi prima del trionfale ballottaggio a “Stalingrado”. Ma Pizzarotti aveva (e non avrà più?) il vento in poppa del movimento di Grillo-Casaleggio, al quale molti italiani iniziavano seriamente ad affidare speranze e rigetto per i “professionisti” della politica. Altri tempi e altra storia, come ben sa l’attuale primo cittadino che in attesa delle decisioni dei vertici (il non invito a Palermo è una sentenza o l’ultima umiliazione prima di una riabilitazione a denti stretti?) porta avanti una sua linea di comunicazione su #ComeCambiaParma, elogiando legittimamente risultati e attestati, e sorvolando su critiche e problemi proprio come ci avevano abituato i politici tradizionali. Sarà davvero interessantissimo (lo dico da cronista e da parmigiano) verificare il giudizio dei parmigiani con l’unico strumento incontestabile: appunto il voto.

Sembra pensarla allo stesso modo, e probabilmente muoversi per tempo è l’unica idea che accomuna i due, Luigi Alfieri. Da quasi derubato e da scrittore di instant book sulla sicurezza, il mio ex collega sembra vestire ogni giorno di più i panni del candidato: e per come lo conosco non è uno che fa le cose tanto per farle, ma se lo fa crede davvero di poter arrivare al traguardo e senza idee decoubertiniane…  L’aver puntato sulla sicurezza gli ha dato un sicuro vantaggio su chi ancora è fermo alla “percezione”: ora c’è tutto il resto da fare, e appunto nel convegno di lunedì con Di Nicola e Dambruoso credo sarà interessante anche decifrare le parole del “moderatore” dell’incontro.

Con due contendenti già in campo a settembre, la lentezza del Pd rischia davvero di essere il miglior viatico per quella che sarebbe la quinta (!) sconfitta consecutiva. L’unica cosa su cui forse si è fatta reciprocamente chiarezza è l’improponibilità di qualunque accordo con Pizzarotti: dopo 5 anni di critiche, del resto, il matrimonio sarebbe stato altrettanto incomprensibile di quello che nel 2007 alcuni pidini proposero con Ubaldi. Semmai, un dialogo si potrebbe e vorrebbe intavolarlo con Roberto Ghiretti: che però sembrerebbe escludere un suo passaggio dalle primarie, quindi al massimo ci potrebbe essere qualche discorso solo in fase di ballottaggio o di liste apparentate. Credo infatti che Ghiretti voglia a sua volta, e legittimamente, misurare il consenso di questi anni di opposizione e di critica dura a chi ha governato la città.

Forse in casa Pd pensano ancora che l’unico problema sia il nome. Certo: Pagliari, Dall’Olio, lo stesso Rutigliano o chiunque altro avrà inevitabilmente pregi e difetti diversi. Ma se prima non si capisce (e qui non dovrebbe esserci bisogno di attendere il referendum…) in che modo il Pd vuole cambiare e ricostruire Parma dopo 19 anni di opposizione, quel candidato – chiunque sia – farà fatica a riportare a casa i voti che per decenni consentirono alla sinistra di guidare Parma.  In questo, del resto, il Pd appare in perfetta sintonia con un centrodestra che forse non ha ancora finito il conteggio al tappeto dopo i ko del 2011 e dei successivi guai giudiziari.  Ne riparleremo, ma non prima di avere rilevato il grande attivismo di almeno altri due personaggi non politici in senso stretto: Filippo Greci, che con i Nuovi consumatori continua ad essere per la giunta una vera spina nel fianco (e che ha condiviso su facebook una recente intervista di Alfieri) e Dario Costi, che con Parma Urban Center e Parma Città Futura interviene sempre più spesso sul nuovo possibile volto della città. Solo il tempo dirà per loro, e per altri oggi ancora al coperto, se fuori dai partiti attuali ci saranno altre persone pronte ad impegnarsi direttamente e in prima persona.