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Se c’è una cosa che detesto di Parma è quando qualcuno la propone come “piccola Parigi”, cosa che mi sembra insieme ridicola e stupida. Ma mi prendo l’innocua suggestione del titolo francese per sintetizzare una piccola parmigianissima emozione: la città vista dal torrente. Magari vi verrà un po’ di mal di…mare, ma la ripresa da bicicletta con videocamera riesce proprio – attraverso il grandangolo – a replicare lo sguardo che (e vi consiglio di farlo direttamente perchè è una passeggiata stupenda) continuamente si sposta ed abbraccia il torrente, il greto, e la città a fianco. E’ un percorso pieno di suggestioni:…

…intanto questo straordinario verde che taglia, interrompe e purifica la città delle auto e delle strade. Poi la diversa visuale di edifici pur noti: la Pilotta, il torrione di via Farnese, prima ancora la casa del torrente dei Barilli… I ponti, e più lontano via Mazzini e la vela che ha stravolto e soffocato la Ghiaia. Il video si ferma alla celebre frase su Balbo, che passò l’Atlantico ma non la Parma (e 5 anni fa ci fu un adattamento di quella frase al Bernazzoli sconfitto da Pizzarotti), ma la passeggiata o pedalata merita almeno di essere vissuta da Ponte delle Nazioni a Ponte Italia, dove il rigagnolo che è adesso la Parma abbraccia un Baganza che non c’è…Anche se la storia recente ci ricorda purtroppo che perfino due torrentelli di provincia possono trasformarsi in incubo inarrestabile. Ma nella dolcezza del settembre parmigiano, una mattina sulla “rive gauche” è solo un altro splendido modo di conoscere e amare Parma con una prospettiva rovesciata: essere nel torrente a guardare la città che scorre.

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