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Sono aperte da oggi al pubblico le mostre di Ferré e Comte “Dettagli – Grandi interpreti tra moda e arte”, visitabili a Palazzo del Governatore fino al 15 gennaio 2017.
“Sono questi gli eventi – ha detto il sindaco Federico Pizzarotti durante l’inaugurazione – per i quali desideriamo che Parma sia conosciuta nel mondo: due nomi, due preziosi artisti, Ferré e Comte, nella nostra città per celebrare nel migliore dei modi il Bicentenario dell’arrivo di Maria Luigia a Parma”.

Gianfranco Ferré e Maria Luigia: inattese assonanze
E’ un onore che lo stile di Gianfranco Ferré sia protagonista di una mostra di singolare valenza, nell’ambito delle celebrazioni che ricordano il bicentenario dell’ingresso a Parma di Maria Luigia d’Asburgo-Lorena, già Imperatrice dei Francesi e Duchessa di Parma, Piacenza e Guastalla.
Gianfranco Ferré ha sempre manifestato amore virtuale e interesse per le donne di potere, per le grandi della storia, da Maria Teresa d’Austria a Caterina di Russia, da Elisabetta la Grande a Cristina di Svezia. E’ indubbio che la “Buona Duchessa”, così chiamata dai sudditi che l’hanno venerata e dai Parmigiani di oggi che non hanno smesso di farlo, possa rientrare a pieno titolo nel novero dei personaggi femminili che occupano una posizione di rilievo negli orizzonti immaginari dello stilista.

Sarebbe tuttavia fuorviante affermare che Maria Luigia sia stata una specifica figura di riferimento nell’articolato panorama ideale di Gianfranco Ferré. Nelle sue collezioni è una presenza ricorrente il richiamo alle mode di epoche passate e dunque anche allo stile Impero. Ma non è questa la ragione che spiega la presenza delle creazioni di Ferré in mostra.
I perché e le relative dinamiche sono ben altri e rimandano alla logica con cui la Fondazione Gianfranco Ferré affronta il lascito creativo dello stilista, in tutte le sue componenti a partire da quella vestimentaria, che viene preservata e fatta conoscere, ma che è anche costante oggetto di studio e di attenzione, di ricerca e di interpretazione.

L’analisi di un patrimonio davvero sfaccettato ed eterogeneo per contenuti e suggestioni, permette alla Fondazione di trattarlo secondo una logica necessariamente flessibile. Una logica “in progress”, grazie alla quale da ciò che Gianfranco Ferré ha creato non è impossibile – al contrario, risulta pressoché naturale – ricavare impressioni sempre nuove, capaci di sorprendere e spesso di stupire anche chi conosce il mondo Ferré da sempre, lo ha visto nascere, crescere, svilupparsi ed evolversi in tempo reale.

Ma il raffronto continuo con gli abiti e con la documentazione ad essi connessa – insieme alla distanza prospettica maturata nel tempo – ci porta a scorgere sempre contenuti inattesi, o meglio, inattesi modi di valutarli e valorizzarli. Sono contenuti che, non di rado, sono rimasti nascosti nelle pieghe di un orizzonte estetico incredibilmente variegato, rispetto ai quali hanno invece prevalso altri elementi, più evidenti, più facili ed immediati da cogliere.

Forte di questa attitudine, senza forzatura, la Fondazione ha così potuto individuare assonanze, che ci è piaciuto definire inattese per i nostri studi, in un incontro con il mondo di Maria Luigia di Parma, il suo gusto, le sue passioni.
Il ricorso ad una analisi puntuale e una propensione alla ricerca sommano in sé da un lato metodologie filologiche, dall’altro l’aspirazione a costruire inusitate prospettive di percezione del messaggio di stile di Gianfranco Ferré.

Stiamo parlando di una donna cresciuta secondo i principi rigidi ma sostanzialmente già borghesi della corte di Vienna, per nulla educata a reggere le sorti di uno Stato. Tuttavia, la “Buona Duchessa”, più per innato pragmatismo femminile che non per preparazione politica, ha fatto del suo Ducato un’isola felice negli anni più che cupi della Restaurazione. Una donna illuminata, attenta anche alla nascente questione sociale, che ha aperto alla nuova era e al mondo una piccola entità territoriale.
Anche per questo, in fondo, non è stato difficile né tantomeno artificioso per la Fondazione Gianfranco Ferré, muovendosi tra metodo e fantasia, individuare nelle collezioni dello stilista probabili liaison con il gusto e le passioni di Maria Luigia.

Noi abbiamo amato pensare a lei come ad una figura contemporanea. O meglio, abbiamo amato cogliere, nel segno della contemporaneità, virtuali punti di contatto tra lei e lo stile di Gianfranco Ferré.
Rita Airaghi
Direttore Fondazione Gianfranco Ferré

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