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Sono passati tre mesi, da quando incantandomi a vedere questo cielo azzurrissimo a fare da sfondo a Duomo e Battistero ho pensato a un blog che avesse per titolo appunto “ilcielodiparma”. Poi è venuta la parte più divertente: quella del progettare e del cercare idee da metterci dentro. Ma a un certo punto questa parte divertente finisce, e si arriva con apprensione al giudizio dei lettori, fatto di numeri crudi e, da quando c’è il web, in tempo reale.

Allora, dopo appena un mese non avrei mai pensato di poter registrare 6mila clic su articoli a volte di attualità ma anche di storia di Parma o sui nostri tesori artistici. Che, in termini di appeal, non sono esattamente come Angiolina Jolie e Brad Pitt…  E meno ancora avrei pensato di raccogliere 14mila visualizzazioni con dei brevi video in tempo reale (uno straordinario strumento di Facebook, che avevo già sperimentato in Gazzetta con la festa in Piazza per il Parma promosso).  Insomma, ci siamo “beccati” circa 20mila volte: e se questo è un numero ovviamente lontanissimo da quello dei miei bravissimi colleghi delle news in tempo reale, un mese dopo mi trovo a pensare che quei 20mila “cieli di Parma” consentano e impongano davvero una nuova scommessa. Ovvero provare ad affiancare le cronache minuto per  minuto dei siti di informazione con delle “slow news”: articoli che provino a mettere ordine, come negli archivi che a me sono sempre piaciuti,  per provare a decifrare – al di là della superficie delle news quotidiane – che cosa sta veramente cambiando nella Parma del terzo millennio.

Non solo, ma ancor più stimolante è la sfida di poter “invadere” web e facebook (che a volte un po’ leggerini lo sono davvero, per usare un eufemismo) con brevissime pagine di storia e di arte per ignoranti, come per primo lo è chi scrive.   Solo due esempi:  in ParmaStoria ho iniziato a leggere, e poi riassumere ai lettori del blog, figure come Padre Lino, Correggio e Parmigianino, o come gli straordinari coniugi Cantarelli che nella piccolissima Samboseto crearono un’osteria con la cucina (e la cantina) più apprezzata d’Italia. Ecco: sono questi gli esempi del passato, un passato antico o recente ma che molti di noi ignorano, a poterci davvero insegnare la direzione del futuro di Parma.

E lo stesso vale per Parmadavedere: abbiamo tesori straordinari sotto gli occhi. Non solo quelli famosissimi come Duomo o Battistero (ma quanto sappiamo anche di loro?), ma ci sono piccole perle a due passi da Parma. Come la piccola ma incantevole Pieve di Sasso:

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E poi ancora Parmabella, con scorci Parma: scatti da dilettante ma con il cuore, e già con tanti vostri ottimi contributi. Per finire con le blog-news di Parmabilly, senza pretese e senza bandiere.

Ecco, il sogno di oggi è portare questo piccolo contributo – sopra le parti: proprio come il cielo di Parma… – a un dibattito che, nei prossimi mesi, inevitabilmente dovrà confrontare modelli diversi per lo sviluppo della città. Ad iniziare, come leggerete fra poco, da Giuseppe Verdi e dal suo Festival. Quei 20mila clic e quello splendido cielo azzurro su una splendida città lo richiedono…