A dirlo fu monsignor Cocchi, non dimenticato vescovo di Parma negli anni ’80 e ’90 con lucidissima intelligenza: “Parma ama due sport: impallinare, e più tardi imbalsamare”, così da “impedire che crescano in questa città veri leader”. Lo disse ben sapendo che in città si mormorava che il suo trasferimento a Modena fosse a sua volta frutto di un “impallinamento”. E in questi giorni…

Quelle parole mi stanno tornando in mente in questi giorni, seguendo sul web alcuni social dibattiti parmigiani. Il più emblematico, anche se su un tema “leggero”, è quello del calcio: il Parma, come tutti saprete, non ha iniziato nel migliore dei modi la sua avventura in Lega Pro. Siamo dietro a diverse squadre, fra cui – horribile dictu – quella dei cugini reggiani. E il popolo del Tardini, che poi si prolunga nei forum del web e delle trasmissioni tv, ha già espresso il suo verdetto: cacciamo l’allenatore.  Che è poi Gigi Apolloni, grandissimo protagonista dei trionfi del Parma di Scala.  E via impallinando sulla dirigenza e sulla proprietà, rei di non avere fin qui replicato la marcia trionfale della  scorsa stagione in serie D.

Ora, ovviamente, tutto si può discutere ad iniziare dalle qualità di un allenatore, anche al di là della stima e dei ricordi per l’Apolloni calciatore. Però… Però intanto occorrerebbe chiedersi quanta competenza noi abbiamo davvero per giudicare: è una domanda che io ho sempre cercato di pormi ad ogni articolo (il giornalista sa di tutto, ma sa poco di tutto: che va benissimo per fare domande, meno per sputare sentenze). E se la dovrebbe porre anche il pubblico del Tardini: ieri sera, vedendo Hernan Crespo in campo, e in gol,  con Maradona e Totti nella partita della pace, ripensavo a quando i tifosi del Tardini lo avevano bocciato come “balordo”. Insieme a quel tecnico che “non sa leggere le partite”: Carlo Ancelotti, che appunto non sapendo leggere avrebbe poi vinto 3 Champions League e alcuni scudetti assortiti in giro per l’Europa…  Insomma, vediamo che cosa accadrà: è vero che la promozione più sofferta in B arrivò dopo un cambio di allenatore (Landoni-Maldini 1979), ma un po’ di equilibrio e un po’ di umiltà nei giudizi non guasterebbero, in una città che da sempre ha la tendenza a volare troppo alto.

E, appunto, gode ad impallinare quelli che magari fino a poco tempo venivano esaltati. Accadde per Calisto Tanzi (anche da parte di qualche suo collega ex amico), accade spesso e in vari campi. Accade ovviamente anche in politica (e qui anche a livello nazionale: pensate alla parabola di Berlusconi o Renzi): e questo “fattore impallinamento”, che a Parma è particolarmente pronunciato, andrà ad esempio calcolato – al di là di effettivi meriti e colpe – anche dal sindaco Pizzarotti, osannato nel 2012 e già oggi spesso criticato e dileggiato sul web.  Ma quest’ultimo è un altro discorso che faremo seguendo la campagna elettorale: quello che è certo, come Apolloni-Minotti & C. stanno sperimentando, è che in certi sport Parma è sempre e davvero “capitale”…