cattura

La foto qui sopra mi ricorda una delle più belle esperienze che sono riuscito a realizzare nei miei ultimi mesi di Gazzetta: una “lezione” all’istituto agrario Bocchialini con Gigi Apolloni e Nevio Scala. Per parlare non solo di calcio, ma del “biologico” come stile di agricoltura (Scala coltiva tabacco e altro nel Padovano) e di vita. Ed è stato un discorso coinvolgente e bellissimo, quello che il presidente Nevio ha rivolto ai ragazzi: supportato da un Apolloni ieri calciatore ed oggi tecnico, ancora capace di emozionarsi con groppo alla gola nel ricordare le parole di Minotti (escluso da Sacchi per fare posto in formazione proprio a Gigi) ai Mondiali del 1994. Ecco, quando stamattina ho letto sulla Gazzetta l’ampio resoconto sulla conferenza stampa di ieri… 

…ho capito non solo che il Parma cercherà presto e seriamente di risollevarsi (che non significa vincere il campionato: questa è un’impresa difficilissima come ognuno che appena capisce di calcio può intendere facilmente), ma che nelle parole di Nevio Scala c’era ancora una volta un regalo prezioso: non solo per i tifosi ma per tutta la città.

Oggi 9 presidenti su 10 farebbero la scelta più facile e più adatta a rabbonire i tifosi: cacciare l’allenatore Apolloni. E i parmigiani ne sarebbero appagati, con gran gioia soprattutto dei campioni impallinatori…  Invece Nevio ha detto cose completamente diverse: “Non c’è Apolloni o Minotti o Galassi o me. C’è una squadra: che può riuscire o fallire e andarsene, ma tutta insieme”.

Non voglio esagerare, ma trovo queste parole sulla squadra e sulla amicizia pur in un rapporto di lavoro uno splendido esempio per i ragazzi (proprio come quella mattina al Bocchialini). E anche una lezione per tutti noi, abitanti di una città molto più capace di dividersi  e di perdersi negli individualismi (più o meno di valore) che non di fare squadra.  Ovviamente non so se questo basterà a risollevare le sorti del campionato (ma sono certo che anche i calciatori non saranno rimasti insensibili alle parole del presidente, magari accompagnate da qualche osservazione più ruvida – come è giusto – nel chiuso dello spogliatoio). Ma è davvero, di nuovo, una bellissima dimostrazione delle doti di questa persona che Parma ha la fortuna di avere come cittadino acquisito (e, forse, sarebbe il momento di farne anche un cittadino onorario*). Anche se ora, naturalmente, tutti speriamo di vederne gli effetti anche sul campo. Forza Parma!

*Prima che me lo ricordi qualche lettore lo ricordo io: nelle’entusiasmo della serata che diede al Parma la (purtroppo effimera) qualificazione europea, a suo tempo proposi la cittadinanza onoraria per Tommaso Ghirardi, ovviamente non conoscendo la situazione societaria che si stava creando. In questo caso credo che si possa essere più fiduciosi