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La notizia la potete ascoltare, e soprattutto vedere, cliccando sul servizio messo online da TgParma/Gazzettadiparma.it . La devastazione, i cocci di vetro ovunque, il sangue… 

E colpisce anche quell’intervista di spalle, raccolta da Francesca Strozzi, che documenta la paura di chi, dopo quei momenti di terrore, ancora sente il peso delle minacce e preferisce non mostrare il proprio volto:

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Queste sono le cronache di Parma 2016. La stessa città dove, per restare alle ultime due settimane, un ragazzino può essere rapinato in pieno giorno al San Leonardo, dove nello stesso quartiere protestare contro chi schiamazza significa prendersi una coltellata, dove un bar di Baganzola regista il settimo (!) furto notturno, dove a Gaione un anziano che cerca di mettere in fuga i ladri rimedia una botta in testa, e dove (episodio in parte ancora misterioso) in pieno centro una donna viene rinvenuta in fin di vita.

Ora, poichè di sicurezza, reati e cifre mi occupo da decenni, credo di avere sempre seguito una via molto pragmatica e documentata. Ho ricordato che agli inizi del mio lavoro da cronista la situazione era per certi versi peggiore e più sanguinosa: uno dei miei primi servizi (1981) fu alla storica discoteca Jumbo, dove il direttore aveva sventato una rapina uccidendo il rapinatore. Poco prima e poco dopo, Parma aveva vissuto lo choc di ben due tragedie giovanili (il delitto di via Isola e quello del Federale). E non era passato molto tempo dalla sanguinosa rapina all’esattoria di via Carducci. Credo che quella inchiesta (maggio 2015) sia ancora attuale: leggila qui.

Ma credo soprattutto che oggi occorrano adeguare lettura, dibattito e tempi di reazione. Certo, dirlo alla vigilia di una campagna elettorale è rischiosissimo, perchè da tempo è evidente che la sicurezza sarà uno dei temi più gettonati e seguiti, e divisivi. Ma a me (almeno in questo caso) della campagna elettorale non importa: mi importa, da cronista e da parmigiano, il senso di impotente smarrimento che ho provato davanti a quel servizio tg in un bar devastato e con una barista di spalle per la paura di mostrare il volto. Ecco: dopo uno “spettacolo” simile oggi mi sarebbe piaciuto/mi piacerebbe vedere le istituzioni della città, ad iniziare da quelle che la tutela dell’ordine pubblico l’hanno come missione, dire due parole alla città.

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SPECIALE LEGIONELLA: numero verde, link, domande e risposte…