Valeva la pena già solo per ammirare San Quirino, ex chiesa già sede del Teatro delle Briciole ed ora cantiere di un sogno: anzi di tanti sogni sul futuro della città, con tanto di libro che ovviamente nasce per non essere un…libro dei sogni.

Io non ho certo la competenza per giudicarne validità e sostenibilità, ma trovo comunque molto positivo che “Parma città futura”, oltre appunto a contribuire alla difesa di uno splendido contenitore parmigiano come l’ex chiesa di via Romagnosi, abbia prodotto e condiviso tutte queste idee…20161004_125142

Il grande plastico, cui si accompagnavano pannelli e pubblicazioni, già dice della vastità del lavoro, di cui Dario Costi è legittimamente orgoglioso (anche per i 10 tavoli di lavoro con vari convegni fino alla presentazione ieri del libro). Lo ha definito “progetto urbano strategico”, ipotizzando interventi che da piazzale Santa Croce al Petitot/Tardini a viale Fratti (per citare qua e là) potrebbero riscoprire e valorizzare elementi storici già esistenti – ad iniziare dalla “Città delle mura” – che potrebbero trasformarsi in punti di attrazione e di nuova fruizione della città.

Che tutto questo arrivi mentre la città si immerge in una campagna elettorale è allo stesso tempo un rischio (anche perchè già spuntano altre iniziative e il pericolo parmigiano è sempre quello degli orticelli), ma anche una opportunità perchè proprio questo è il momento in cui chi vuole governare la città dovrebbe innanzitutto studiarla.

Pur da profano, quindi, credo che Parma città futura meriti un grazie, ed un incoraggiamento (ma questo immagino sia superfluo) a coltivare e non lasciar cadere, nel confronto con politici e addetti ai lavori, questo lavoro e questo libro dei “non” sogni.

Per saperne di più: vai al sito di Parma città futura