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La notizia del possibile addio alla Tep e della gestione del trasporto pubblico da parte di una società non di Parma (Bus Italia) sta accendendo un dibattito forte in città. Una città che, però, dovrebbe chiedersi se – nel suo insieme – in questi mesi era stata abbastanza attenta alla situazione e alla possibile sorte della storia azienda del trasporto pubblico parmigiano. Ecco intanto il comunicato di questa mattina dei sindacati Cgil/Filt:

Si sono aperte le buste con le offerte della gara per l’assegnazione del servizio di trasporto pubblico sul territorio di Parma e provincia.

Se si confermassero le notizie secondo le quali Tep avrebbe perso la gara, non si potrebbe non esprimere, innanzitutto, il rammarico per la scomparsa di una azienda storica, la Tep, che per decenni ha erogato un importante servizio per i cittadini di Parma e che, di fatto, smetterà di esistere.

A Parma il servizio di trasporto pubblico sarà svolto da un nuovo soggetto che nulla avrebbe a che fare con la città e con il territorio.

Le promesse della proprietà, Comune e Provincia, che più volte hanno ribadito di voler garantire la sopravvivenza di Tep ed il mantenimento di un forte legame azienda-territorio, purtroppo si sarebbero dimostrate vane.

Le segreterie CGIL e FILT provinciali rimarcano la preoccupazione per le possibili conseguenze di un riassetto del trasporto locale che immaginano dettato da una offerta a forte ribasso e da ipotesi di investimenti che potrebbero certamente appesantire il bilancio dell’azienda. “Non vorremmo – affermano – ma probabilmente sarà così, che la nuova società cercasse poi di compensare questi maggiori costi con la contrazione del costo del lavoro, abbattendo le condizioni, i diritti dei lavoratori. Questo non sarebbe accettabile”.

“Il servizio sarà svolto da una società che, comunque, vede i propri centri decisionali collocati lontano da Parma; questo potrebbe avere una ricaduta negativa sia sulle relazioni industriali che sulla qualità del servizio erogato, lavoreremo per fare in modo che non sia così”.

Quando il sindacato ha detto pubblicamente, più volte in passato, che Tep non sarebbe dovuta andare a gara sola, che avrebbe dovuto ricercare relazioni e sinergie con altri soggetti, è rimasto inascoltato. La proprietà e gli amministratori di Tep hanno scelto una strada diversa, autoreferenziale, che purtroppo non si è dimostrata vincente.

Certo sarebbe stato preferibile essere smentiti dai fatti, non avere ragione, ma vedere confermato il servizio a Tep.

Questo invece l’intervento di Roberto Ghiretti:

Il “day after” della sconfitta di Tep nella gara di appalto per il servizio di trasporto pubblico è se possibile ancora più desolante di quanto ci si potesse attendere. Da una classe dirigente degna di questo nome ci si sarebbe aspettati almeno una piena assunzione di responsabilità in un momento tanto grave spiace invece dover assistere pubblicamente ad un duello tra capponi di manzoniana memoria che di sicuro non lascia sperare molto di buono per il futuro.
Da una parte il nuovo gruppo consiliare di maggioranza non ha perso tempo nell’individuare il colpevole nel presidente Rizzi, reo a loro dire, di non aver voluto stringere accordi con altre realtà territoriali a noi vicine. Il ragionamento avrebbe anche un suo senso se non fosse che il Comune di Parma detiene il 50% delle quote di proprietà di Tep ed esprime il vice presidente. Dov’era Rubini mentre si facevano scelte considerate sbagliate? Perché il Sindaco non faceva sentire il proprio peso? Perché non parlare apertamente alla città di questo dissidio invece che mettere in scena un triste braccio di ferro sull’approvazione del bilancio che con tutta evidenza non ha raggiunto alcun risultato positivo?
Dall’altra parte Rizzi, nominato presidente dalla Provincia di Parma, ha scelto la strada tipica del tifoso medio quando perde la propria squadra del cuore: contestare l’arbitro, la squadra avversaria e il destino cinico e baro.
Dopo aver dichiarato fino all’ultimo giorno di essere sicurissimo di vincere la gara ha pensato bene di chiamare in causa una supposta “offerta aggressiva” da parte di BusItalia, come se non fosse scontato che chi partecipa a un gara pubblica lo fa per vincerla. La realtà è che a quanto pare Tep su nove progetti tecnico-qualitativi ha ottenuto punteggi inferiori al concorrente in otto!
Adesso le flebili speranze di non veder sparire la nostra storica società di trasporti sono legate alla valutazione sulla sostenibilità economico finanziaria dell’offerta di BusItalia. Io non sono amministratore di Tep né un tecnico del settore trasporti e pertanto non sono in grado di esprimermi sulla concretezza di queste speranze, ma se qualcosa ancora si può fare una cosa la so per certo: occorre che i soci di Tep sfiducino subito il Cda e mettano alla guida dell’azienda un paio di tecnici capaci, che possano prendere in mano da subito le questioni tecniche e seguire da vicino l’evolversi della vicenda tutelando per quanto ancora possibile l’integrità dell’azienda. L’ultimo spettacolo che vorremmo vedere è quello di una resa dei conti inutile e tardiva tra Comune e Provincia.

Roberto Ghiretti – Parma Unita

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