gene-barbuti

Comunque la si pensi sul ribaltone della settimana scorsa (io la mia l’ho detta), ora il tema del Parma calcio è naturalmente come guardare avanti, facendo tesoro dei nostri errori. Dico “nostri” perchè, in una vicenda che di autocritiche ne ha viste poche, noi “superesperti” parmigiani (sempre quelli che bocciarono Ancelotti e Crespo…) una delle due l’abbiamo sbagliata: o nel giudicare la squadra allestita in estate, che tutti abbiamo subito posto tra le favorite, o nel valutare chi non l’ha portata a dominare il campionato come la Juve in serie A (e tre pere del Genoa le può prendere pure la Juve…). Ma qui chiudo davvero la parentesi: 

ora la domanda è tutta su come recuperare la stagione. Cinque punti di ritardo sono ovviamente tanti, ma di situazioni del genere ne abbiamo già vissute parecchie anche a lieto fine: la rimonta di Maldini che ci regalò proprio la serie B, quella del citato Ancelotti che portò Parma per la prima volta in Champions, quella ricordata da Scala prima della trionfale volata verso la serie A arrivata nel derby con la Reggiana.

Ma oltre alle fondamentali scelte della società su ds e allenatore, sarà forse bene che tutti ritroviamo serenità ed equilibrio: il salto dalla D alla Lega Pro si è rivelato molto più impegnativo di quanto tutti pensassimo. Vincere il campionato non era e non è scontato, nè può avvenire per diritto divino. Serve ora tantissima sacchiana (a proposito: nessuno ha pensato a lui?) “umiltè”: anzi, per dirla, proprio con Sacchi e nel suo dialetto, occorrono “och, pazienza e  bus de c…”. Occhio nelle scelte, pazienza perchè il risultato che conta è quello di maggio, e tanta…fortuna. E magari un minimo di serenità e ironia: come quella dell’altra sera di Gene Gnocchi (nella foto, anche se non si capisce, è con Massimo Barbuti), che ha ridimensionato i problemi del Parma sostenendo che in fondo “basterà cambiare 14-15 giocatori”…

Guarda le notizie di Parmabilly