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La notizia è stata correttamente raccontata domenicadal sito della Gazzetta di Parma: una bufera social si è (ri)scatenata contro il regista parmigiano Bernardo Bertolucci (leggi l’articolo) per la famosa scena di Ultimo tango a Parigi nella quale Marlon Brando sodomizzava Maria Schneider, e nella quale “l’attrice non era consenziente e avrebbe subìto una violenza”, rispolverando una notizia di tre anni fa. Ieri la precisazione, forse definitiva, del regista.

Andiamo con ordine. In realtà, l’argomento risale addirittura a 8 anni fa, quando ne parlò la stessa attrice, morta pochi anni dopo. E fu proprio in occasione della sua morte che Bertolucci ricordò la particolare genesi di quella scena, che poi fu al centro delle polemiche e dello scandalo per i quali il film venne addirittura condannato al rogo (letteralmente), scomparendo dalle sale cinematografiche prima di una clamorosa riabilitazione a posteriori diversi anni dopo, grazie ad una copia che era stata conservata in modo rocambolesco.

Ora i meccanismi social e web la riportano d’attualità. E come spesso accade in questi casi i titoli e i copiaeincolla si moltiplicano senza verifiche e approfondimenti. Da quello che si lesse a suo tempo nelle dichiarazioni della Schneider, infatti, ci fu sì un trauma dovuto a quella scena e più in generale a quel ruolo in un film così lacerante. Ma non nel senso di una vera e propria violenza fisica, quanto nel fatto che la Schneider fu tenuta all’oscuro da Bertolucci e Brando di come quella scena si sarebbe sviluppata. Ne uscirono “le mie lacrime di umiliazione, e mi sentii quasi violentata”, come disse l’attrice: sollevando sicuramente una questione delicata e importante, ma non – come parrebbe da quasi tutti i titoli di ieri e di oggi – una denuncia da codice penale che avrebbe fatto meritare a Bertolucci e Brando (però morto a sua volta) “il carcere” come oggi invocano alcuni giornali.

In giorni in cui abbiamo parlato spesso di violenza sulle donne, e in generale del loro ruolo nella società, quell’inganno – che la finalità artistica non giustifica – grida in effetti vendetta. E imporrebbe al nostro concittadino, regista acclamato e da Oscar, qualche parola in più e una autocritica vera e profonda. Allo stesso tempo, però, solo la superficialità di web e facebook può far credere che Ultimo tango fosse un film pornografico e magari firmato da un “pervertito”. Pensate che un liberale di elevatissima cultura come Baldassarre Molossi, direttore della Gazzetta di Parma che certo non poteva avere simpatia per le idee politiche di Bertolucci, scrisse uno straordinario articolo in prima pagina in cui sottolineò che “Pur nella sua crudezza e nella sua crudeltà è un film romantico e innocente, oserei quasi direi: casto”.

Ecco: a distanza di oltre 40 anni ci sono allora due violenze da rimuovere. Quella (fosse anche solo psicologica, come spero e come sembrava dalle dichiarazioni della Schneider) verso un’attrice che restò segnata per sempre da quella esperienza: e qui Bertolucci dovrebbe davvero fare autocritica e lanciare un messaggio nuovo sul rapporto uomo-donna. Sarebbe un grande testimonial se lo facesse. E poi la “violenza” verso un film struggente e serissimo, che anche a causa delle  notizia oggi ripresa come nuova rischia un nuovo rogo, dopo quello reale cui fu sottoposto da una censura ottusa e a sua volta violenta, che magari lasciava passare pellicole davvero porno o di serie B mentre prendeva di mira registi politicamente schierati come Bertolucci o Pasolini. Ma come sempre, sarebbe importante approfondire davvero questi temi, senza pregiudizi (anche le mie sono ovviamente opinioni da discutere e magari da rivedere) e senza la superficialità degli anni di facebook…  E se in questa città esistessero ancora intellettuali veri, forse sarebbe l’occasione per imbastire delle proiezioni-dibattito: in cui parlare del ruolo della cultura, del sesso, della censura e della parità uomo-donna.

E ieri (5 dicembre), Bertolucci è tornato sull’argomento per fare definitivamente chiarezza: le sue parole

Leggi anche :  Ma sapevate che Ultimo tango venne bruciato come ai tempi del rogo? (Gazzetta di Parma 2011)