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Quando accade un episodio allucinante come quello di ieri dei “forconi” (la maiuscola mi sembra oggettivamente sprecata), occorre stare attenti a non enfatizzare nè sottovalutare. Innanzitutto i fatti: la notizia , il video . Il commento è scontato: per quanto la politica  (p minuscola) stia facendo di tutto per farsi disprezzare, forse è ora di rifondare una cultura della Politica (P maiuscola) ad iniziare dal linguaggio : dei politici e nostro. Anche su fb si leggono cose allucinanti: e poi va a finire che qualcuno fa come questi pazzi. E comunque nessuno (a che titolo, poi?) può arrogarsi il diritto di qualsiasi intervento fisico verso altre persone come è avvenuto ieri per strada con un atto simil-squadristico.  E a Parma? 

Anche a Parma si è parlato a suo tempo dei forconi. Esattamente tre anni fa: quando per 3-4 giorni ci furono manifestazioni nella zona del casello A1, con distribuzione di volantini anti-politica e anti-euro e con conseguenti disagi per il traffico ma senza incidenti particolari. Guarda il servizio di Gazzettadiparma/Tgparma . Una manifestazione frutto di un indubbio disagio, come mostrò l’intervista a una fidentina che sosteneva i forconi dopo aver dovuto chiudere il proprio maglificio per la tassazione insopportabile.

Ma negli stessi giorni, a Parma, la presenza tra i forconi di militanti di Casapound suscitò polemiche ed episodi che speravamo di avere definitivamente archiviato negli anni ’70 (in cui Parma ebbe anche un morto con Mario Lupo: cerchiamo di non dimenticarlo mai).  Casapound denunciò aggressioni da parte di “gruppi antifascisti” in via Po e via Costituente, e ci furono poi opposte manifestazioni con tensione in varie zone della città. Successivamente i forconi sono tornati a far parlare di sè in tutt’altro senso come volontari nelle zone del Montanara colpite dall’alluvione.

Morale: che piaccia o no, l’Italia è un Paese libero, anche se malridotto, nel quale nessuno può arrogarsi il potere di una aggressione come quella di ieri (perdipiù, alla mediocrità della classe politica attuale non parevano contrapporsi ieri in strada dei Premi Nobel…). E nessuno, allo stesso modo, può vietare a chi abbia idee entro i confini della Costituzione (ma anche questo tocca valutarlo ai magistrati e non a gruppi di cittadini) di manifestarle e di organizzarsi in gruppi. Che però devono usare gli strumenti elettorali o simili: per lo squadrismo, e per la violenza di altri colori, l’Italia e anche Parma hanno già dato.