stupro

E’ davvero odiosa la storia che sta emergendo sullo stupro di gruppo subìto 6 anni fa da una ragazza da parte di attivisti della Rete antifascista di Parma.  E al di là delle responsabilità personali che solo i giudici potranno accertare, ci dice che…

…1) E’ davvero ancora molto lunga, ma anche fondamentale, la battaglia per la parità del rapporto uomo-donna. E ovviamente quella contro ogni violenza

2) Antifascismo ed etica non sono cattedre o patenti da autoconferirsi. I presunti stupratori, e l’imperdonabile clima di omertà e minacce che si è creato attorno a loro,  sono esattamente la cultura che l’antifascismo di ogni tempo dovrebbe combattere. E a maggior ragione sono contento di avere parlato di squadrismo per il vergognoso striscione con cui venne pubblicamente additata in via Bixio la collaboratrice della Gazzetta che ebbe la “colpa” di rendere pubblica la notizia della violenza

3) E al di là dei risvolti specifici e parmigiani della brutta vicenda, questa storia di stupro mi fa ricordare ciò che emerse ai tempi della brutale violenza del Circeo, che si concluse in quel caso con la morte di una delle due ragazze violentate (e a Parma il premio Colasanti-Lopez ricorda proprio quelle due donne). Pier Paolo Pasolini, anche in quel caso, ammonì a non cadere nel luogo comune della violenza solo “fascista”e a riflettere su come l’omologazione culturale in atto nel nostro Paese influisse anche su questi aspetti. Un articolo che fa parte del libro Scritti corsari – da consigliare a tutti –  e che portò Pasolini a chiudere con una doppia clamorosa e provocatoria proposta: abolire scuola dell’obbligo e tv. Due settimane dopo, la vittima di un efferato delitto fu proprio lui…

Clicca per leggere:   Aboliamo la tv e la scuola dell’obbligo (di Pier Paolo Pasolini – Corriere della Sera, 18 ottobre 1975)