furto-sicurezza

Tempo di bilanci e di classifiche, di qualità della vita e di clima pre-elettorale. E in tutto questo, il tema sicurezza è ormai da tempo uno dei più gettonati. E controversi: si passa dalla “città allo sbando” al “tutto sotto controllo”. Anche quando ci si affida ai numeri, le letture sono differenti: siamo fra le città meno sicure; no, è che qui i reati vengono ancora denunciati…Insomma: neppure l’Istat basta più a metterci d’accordo. Ecco perchè 

io amo affidarmi agli archivi, che della situazione 2016 ci rendono una fotografia non scientifica ma sicuramente concretissima. Il mio “istat” (seppur con la i minuscola) me lo sono infatti costruito giorno per giorno con le notizie pubblicate su giornali e siti di Parma: tutto provato e verificabile, dunque, e se c’è approssimazione non può che essere per difetto, in quanto certo non tutte le storie arrivano alle orecchie dei pur attentissimi cronisti di Parma.

Allora, partiamo ad esempio dagli “Incontri ravvicinati del brutto tipo”. Perchè se è già angosciante rincasare e trovare la casa sottosopra, molto peggio è imbattersi direttamente nei ladri, o esserne svegliati di soprassalto. Ecco allora quante volte è  capitato dalle nostre parti: 1) Via Baganzola: le portano via i gioielli mentre stira; 2) via Clerici: si sveglia e trova i ladri sul balcone; 3) cerca di sventare il furto ma i ladri lo investono con l’auto; 4) apre la finestra e mette in fuga il ladro acrobata; 5) anziana rapinata in casa si salva con il telesoccorso; 6) Vigatto: ladri presi a bastonate; 7) via Verdi: vede il ladro e lo blocca; 8)medico camerunese deerubato mentre dorme; 8) torna a casa e fa fuggire i laviventi sventando il terzo furto (…); 9) via Corelli: ladri mentre i padroni guardano la tv; 10) svegliata da un ladro accanto al letto; 11) si sveglia e il ladro le punta la torcia in faccia; 12) si sveglia, trova il ladro e lo mette in fuga; 13) via Rasori: il ladro in camera da letto; 14) via Paullo: notte di terrore per due coniugi sequestrati dai rapinatori; 15) paura per 77enne che si trova faccia a faccia con i ladri ; 16) Basilicanova: ipnotizzata dalla paura davanti al ladri; 17) scopre i ladri dal vicino e si sente dire “Stasera veniamo anche da te” 18) si alza e trova il ladro in casa: lo fa fuggire urlando; 19) Gaione: anziano colpito alla testa dai ladri in fuga; 20) rapina in villa a Porporano: ragazzino minacciato con coltello; 21) Traversetolo: ladri in casa, donna in ospedale dalla paura; 22) Il ladro entra mentre la famiglia sta cenando: colluttazione; 23) Più un altro episodio ampiamente noto, che mi limito ad accennare come numero per non mescolare questi dati con la cronaca pre-elettorale.

Ora, se avete letto con attenzione, non c’è solo il furto nè solo il dato in sè dei proprietari presenti. Ma soprattutto in certi casi (l’uomo investito con l’auto, l’anziano colpito alla testa, la donna all’ospedale) si è rischiato che la cronaca di un furto si trasformasse in qualcosa di ben peggiore e grave. E se seimila parmigiani hanno oggi un’arma in casa (altro evidente frutto di esasperazione/insicurezza), il rischio di una tragedia è davvero dietro l’angolo, al di là di ogni dissertazione sui limiti della legittima difesa…

Gli omicidi – C’è stato quello, crudelissimo e ancora non del tutto chiaro, del tunisino masacrato a Basilicagoiano. E c’è stato l’ennesimo femminicidio, tutto parmigiano, a dimostrazione di come la violenza riesca ancora (a 10 anni dalle tragedie di Virgy e Silvia) a infilarsi nel rapporto uomo-donna. Ma c’è anche, in un quartiere che spesso appare fuori controllo come San Leonardo, il giallo dell’uomo abbandonato in via Gobetti: un sanguinoso episodio che sembra collegato al mondo della droga.

Le strade in mano ai pusher… – Ieri su facebook si poteva leggere l’ennesimo sconsolato lamento da viale Vittoria. Ed è evidente a chiunque giri un po’ per Parma che alcune strade sono ormai governate da questi mercanti di morte. Che è (banale dirlo) un gigantesco problema al quale troppo spesso guardiamo solo dal punto di vista spacciatori/immigrati/fastidio, mentre troppa poca attenzione stiamo dedicando all’altra metà della canna: ovvero i consumatori, spesso parmigianissimi e quindi figli nostri. Al di là del faticoso lavoro delle forze dell’ordine (che spesso danno l’impressione di svuotare il mare con un secchiello), manca in città quel dibattito che ci fu in decenni passati, quanto meno per affiancare e sostenere le comunità antidroga che oggi abbiamo forse abbandonato completamente.  Ma c’è di più: gli episodi di violenza che sempre più spesso fanno da corollario allo spaccio a cielo aperto. In viale Vittoria, almeno due abitanti sono stati aggrediti: una perchè aveva in mano il cellulare e qualcuno temeva di essere fotografato, e uno perchè un pusher voleva rubargli la bicicletta per inseguire un “collega”. Idem nel gemello viale dei Mille, dove una donna si è salvata con calci ben mirati. Stessa sorte per un residente in via Venezia, che si è visto circondato e minacciato da un gruppo di presunti pusher.

…e le risse in strada – Via Imbriani, via Zarotto con coltellate, piazzale Dalla Chiesa (dove sono state perfino tolte le panchine), di nuovo via Imbriani, piazzale matteotti, via Palermo davanti al Wopa, al parco Falcone Borsellino (te lo raccomando…e lo so bene perchè ci abito di fianco), perfino sul bus… Senza ovviamente dimenticare l’evergreen Piazza della Pace, dove in certi orari il passaggio è sconsigliabile (a due passi dal centro città e in piaza zona turistica…).

Le baby gang – Quest’anno ho dovuto fare un file a parte. Dal commerciante picchiato a Traversetolo, alle incursioni da piazza Battisti a galleria Polidoro, al bus che l’autista ha dovuto dirottare in caserma (!), alle notti calde di Baganzola, gli under 18 sono sempre più spesso agli “onori” della cronaca. E anche qui la sensazione è che la città, che fu così attenta negli anni ’80 e ’90 anche sulla scia di alcuni tragici fatti come il delitto del federale, oggi si sia di nuovo assopita rispetto a un disagio giovanile che oggi ha anche il marchio della multietnicità.

I furti record – Come lo spieghiamo che siamo in una zona tranquilla a questi concittadini?  Leggete questi titoli: Secondo furto in casa in 8 mesi, Quarto assalto in jeanseria, Quarto furto in 3 anni allo Spazio verde, Vicofertile: ladri per la 22° volta (!), Seconda spaccata nel bar in pochi mesi, Milan club: ladri e vandali per 4 volte di fila, Quarta spaccata al bar di via Pini e settima al bar di Baganzola…

E per completare… – Rubano in Ospedale, negli asili, sui carri funebri (tutti titoli dalle cronache 2016), più altri episodi apparentemente isolati ma potenzialmente poericolosissimi. Qui vado random: Vede il ladro che armeggia intorno alla sua auto in via Trieste e lui la minaccia col cacciavite; Anziana derubata col gas al peperoncino; Via Paradigna: schiamazzi sotto casa, scende e si prende una coltellata; Spedizione punitiva: devastato bar in via Vincenzi; Ghiaia: due ambulanti accoltellati da ladro; Via Genova: si riprende la catenina con un pugno al rapinatore; Tenta furto: placcato dal proprietario della pizzeria; barista aggredita e minacciata con cacciavite

Conclusione – Ecco: questi sono numeri (Iargamente incompleti) e sono storie. E mi sono limitato ai reati di “superficie”, senza addentrarmi su temi come le infiltrazioni mafiose. Nessuno vuole parlare di Far west o di Chicago anni ’30: ma basterebbe riportare questi e gli altri episodi su una Google map di Parma per vedere come le zone davvero completamente sicure non siano poi tantissime. E in alcuni quartieri o strade si è certamente superato il livello di guardia.

Come uscirne, in tempi di scarse risorse per le forze del’ordine, non è semplice. E non voglio certo cadere nel facile scaricabarile  verso questa o quella istituzione pubblica: ma spero almeno che questi sparsi ma concretissimi dati servano a farci capire quanto davvero il tema sicurezza può essere importante per la collettività e per i singoli. Già solo parlare di più e più concretamente del disagio di tanti parmigiani sarebbe un buon inizio.

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