cugino

Provateci voi. Nascete in una metà della terra che produce il miglior formaggio del mondo, ma in tutto il mondo quel formaggio lo abbreviano e indicano con il nome della provincia accanto. Date i natali ad uno dei più raffinati artisti del Rinascimento e quello va ad affrescare una delle più belle cupole d’Italia nel Duomo di Parma. Nasce da voi uno dei migliori calciatori italiani degli ultimi decenni e anche lui va a vestire la maglia crociata (con immediata promozione in serie B nello stesso girone della Reggiana) e poi come allenatore porta in A la Reggiana ma porta il Parma in Champions e a un passo dallo scudetto. Infine, dopo 20 anni che masticate amaro a vedere di là dall’Enza coppe addirittura europee, 

vi godete il fallimento (il secondo consecutivo, ma il primo era rimasto indolore) dei vicini calcistici: e quando finalmente tornate a incrociare le strade, in una classifica che finalmente vi fa guardare gli avversari dall’alto al basso, ecco che loro si svegliano e sbancano Reggio…    Davvero sembrerebbe che il simpatico slogan dialettale di inizio campionato #daicandòm debba trasformarsi in uno sconsolato e continuo #maicandòm.

Ma sarebbe un grande sbaglio vedere nel derby vinto un  pretesto di superiorità, a parte ovviamente l’arlìa calcistica che inevitabilmente è piovuta sul web. Così vicini e così effettivamente diversi, parmigiani e reggiani hanno in realtà tantissimo da insegnarsi e imparare a vicenda. Quando parliamo dello “scippo” della stazione Mediopadana dandone la colpa al reggiano Prodi, dimentichiamo che la vera colpa fu di una classe dirigente parmigiana che si perse a litigare sull’ubicazione della fermata convinta comunque che fosse già roba nostra. E più ancora che la lezione di quell’importantissimo “derby”, di qua e di là dall’Enza dovremmo chiederci che grande potenza avrebbe il nostro territorio se la Mediopadana l’avessimo fatta a metà strada, magari insieme ad un aeroporto, dove sì il derby l’abbiamo vinto noi, ma trovandoci poi senza…spettatori (ovvero viaggiatori).

Ecco: dalla bontà del Parmigiano Reggiano all’arte del Correggio, dal talento bonario di Carletto Ancelotti alla pianificazione del futuro nel settore dei trasporti o – altro esempio – dei rifiuti, ricordiamoci una cosa. Parma e Reggio possono essere fieri rivali nel calcio (purchè con la civiltà di lunedì macchiata “solo” dai pochi delinquenti dell’assalto al pullman crociato). Ma ParmaReggio, non quello degli stucchevoli spot, è uno straordinario potenziale di qualità complementari: un’Area vasta da scudetto…