“In gioventù ho fatto un investimento: fra i 20 e i 25 anni ho studiato 500 opere a memoria…e le ricordo ancora tutte”. Chi parla è il direttore d’orchestra Lorin Maazel, e questo è soltanto uno dei tanti aneddoti usciti alcune settimane fa, alla libreria Feltrinelli, durante la piacevolissima chiacchierata fra Mauro Meli, ex  sovrintendente del Teatro Regio e il giornalista melomane Mauro Balestrazzi.  Una di quelle occasioni in cui perfino una materia non semplice come la musica lirica viene dolcemente porta anche ai profani, e induce una voglia di approfondire e di entrare in quella magìa: come appunto l’Aida splendidamente diretta a Cagliari da Maazel senza mai bisogno di buttare un occhio sulla partitura, memorizzata alla perfezione. E di magìe simili ce ne sono tante altre:

il libro “La musica al rovescio” di Meli, che ora con piacere mi sono letto,  è una carrellata che passa per nomi da brivido. Artisti che della lirica (e non solo: c’è spazio anche per Sting o per Renzo Piano) hanno fatto la storia. E c’è naturalmente anche tanto di Parma: commovente il racconto, sparso quasi a puntate nei vari capitoli, del grandissimo amore di Claudio Abbado per il nostro Teatro Farnese, e poi la sua gioia commossa al momento di coronare il sogno di dirigere in quel gioiello.  Ci sono il rigore di Muti, l’umanità di Pavarotti, c’è la magìa di Zubin Mehta nel tener “sospese” per alcuni secondi le note dei Wiener, disturbate durante un concerto all’aperto a Cagliari dalla inopinata e rumorosa presenza di un aeroplano: pochi secondi in cui il tempo sembra fermarsi, per poi riprendere con la musica come se nulla fosse accaduto, o come se quell’aereo fosse previsto nello spartito… E c’è una descrizione così emozionante della Traviata di Temirkanov che fa venir voglia di correre ad ascoltare quella registrazione. E fa chiedere se non si possa inventare, in città, un pubblico punto fisso dove diffondere (con video, con dischi, con libri, con incontri come quello della Feltrinelli) questo grande tesoro di genialità che è nato nelle nostre Terre.

Infine, il cagliaritano Mieli che ha lasciato a Parma segni importanti e che a Parma è ancora affezionato, mette fra le righe anche una piccola lezione che i parmigiani dovrebbero cogliere anche al di là del settore musicale: “Il sindaco Ubaldi e il ministro Lunardi idearono una fondazione per il rilancio musicale e teatrale a Parma, una idea intelligente che di sbagliato aveva solo il nome troppo presuntuoso: Parma Capitale della Musica”. Ecco, in due righe c’è dal di fuori,  seppure con affetto, la perfetta fotografia di uno dei nostri mali peggiori…