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Ormai ci siamo. Il sabato del villaggio politico ha regalato tre novità che segnano l’effettivo inizio della campagna elettorale: in ordine cronologico la presentazione di Luigi Alfieri, la ricandidatura di Federico Pizzarotti e l’accordo Dall’Olio-Scarpa per le primarie. A questo punto manca solo 

il candidato del centrodestra, poi almeno a livello di prima fila ci saranno tutti (oddio, parlare a Parma di prima fila dopo la sorpresa del 2012 è un rischio: ma lo correremo).

E ci sono davvero tutti gli ingredienti per parlare di bella sfida incerta, nella speranza che sia anche e soprattutto una sfida bella, nell’interesse di Parma. Da cittadino, prima ancora che da giornalista, spero di riuscire ad ascoltare tutti i candidati dal vivo, oltre che seguirli attraverso i media: anche perchè resto dell’idea che a tutti coloro che si impegnano al servizio della città si debba un grazie da parte di chi invece (come me) si limita a stare a guardare e magari a criticare.

“Sfida bella” lo vedremo. Dicevo invece “bella sfida”, perchè sulla carta ci sono almeno 4 contendenti in grado di arrivare al ballottaggio”. Il ricandidato Pizzarotti ha dato l’annuncio con un video su Facebook: le 139mila visualizzazioni non sono certo tutte di simpatizzanti e futuri elettori, ma sono un numero enorme che dice della popolarità del primo importante sindaco Cinquestelle. I 6mila “Mi piace” e le oltre 1300 condivisioni sono numeri ben diversi ma per facebook sono altrettanto significativi.

Ma chi era sabato mattina al San Marco di Pontetaro ha visto una sala gremita per Luigi Alfieri. E per la politica del terzo millennio una grande sala piena non è mai una cosa scontata. Non solo: al di là della quantità numerica dei presenti, Alfieri si è mosso da tempo anche sul versante dei contatti politici, e giorno dopo giorno sta assemblando una macchina che certo non parte per arrivare seconda.

Il centrosinistra ha il potenziale per imporsi. Ma il gioco a doppio taglio delle primarie può servire a produrre un candidato fortissimo (se avrà dietro a sè tutti gli elettori di quell’area) oppure a produrre le divisioni congenite nel Pd nazionale e locale, con il risultato che – come già con Peri e Bernazzoli – le primarie servirebbero a designare il perdente di lusso delle Comunali.

A destra, si è parlato in questi giorni  più della componente  neofascista  (e ne riparleremo anche noi) che di quella berlusconian-leghista. Che dei 4 schieramenti di cui stiamo parlando è forse il più debole: ma qui è inutile dare giudizi finchè non ci sarà un nome in corsa.

A questo punto resterebbero da pesare candidature più estreme: della destra si è già accennato, mentre la sinistra al momento risulta non pervenuta. Poi ci potrebbe essere qualche altra iniziativa “civica”, ma credo senza alcuna chance di vittoria (al massimo l’obiettivo potrebbe essere l’apparentamento con chi fra i big arrivasse al ballottaggio).

Nel complesso, uno spaccato di Parma ben variegato: sì, sarà davvero una bella sfida. E se i candidati dedicheranno più tempo alle proposte concrete che alle reciproche e stucchevoli schermaglie da copione, per la città potrebbe essere anche una sfida bella. Ne riparleremo a lungo…

PS – Dimenticavo: una sfida nella sfida sarebbe ovviamente quella tra Pizzarotti e gli “ortodossi” M5s. Ma ne riparleremo meglio iniziando il viaggio fra i vari schieramenti (segue…)