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ilcielodiparma

Un blog parmigiano senza pretese e senza bandiere

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febbraio 2017

Tv Parma, meravigliosa macchina del tempo…

Una serata lunga 24 anni, un’ora grande come tre decenni di vita della città. Provo a isolare, per ora, le emozioni personali e rivedo quel “Sembra ieri” trasmesso da Tv Parma come uno spettatore “normale”. E ci vedo dentro la storia di Parma: quella dei grandi avvenimenti come Continue reading “Tv Parma, meravigliosa macchina del tempo…”

Mors mea

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Ieri sera, su Facebook, ho condiviso un post della vicesindaca Nicoletta Paci, che a proposito della vicenda di Dj Fabo ha ricordato come a Parma esista dal 2014 il Registro del Testamento biologico. (Premessa politica:  sono lo stesso giornalista che ieri ha stigmatizzato la mancata pulizia della Cittadella nel dopo-Carnevale: quindi non ho problemi di casacche e commento le cose solo per come le vedo). E ho aggiunto questo mio commento: 

 “Questa è una battaglia che sposo in pieno. E da tempo ho intenzione di utilizzare il pur provvisorio strumento istituito a Parma, perchè non possono essere estranei ad arrogarsi il diritto di decidere della nostra vita…”. Da lì è nato sul social un discorso, rispettoso ma su posizioni evidentemente differenti, con una lettrice: qui lo riporto, senza citare il nome della lettrice visto che la conversazione era limitata alla cerchia dei rispettivi amici su FB. E ripeto il titolo che già proposi sul mio blog ai tempi della Gazzetta, perchè ritengo che la decisione sulla mia morte possa essere solo mia: ma ovviamente è giusto rispettare anche le idee altrui. Ecco la conversazione:

Lettrice – Se non sbaglio nel testamento biologico si dispone quali cure ricevere o sospendere, giusto? Non certo di suicidio assistito né tanto meno di eutanasia.
Il signore del quale si parla si è suicidato, ha dovuto egli stesso azionare con la bocca il pulsante che gli ha somministrato il veleno. Nessun medico si è assunto l’odioso compito di ucciderlo.
Se egli fosse stato del tutto incapace di muoversi nemmeno in Svizzera lo avrebbero soppresso, visto che in quel paese è ammesso solo il suicidio assistito, avrebbero dovuto portarlo in Olanda, lì ammazzano anche i bambini, a richiesta.
Noi di cosa stiamo parlando quando diciamo che questa battaglia la sposiamo in pieno?

Gabriele Balestrazzi –  Io personalmente parlo della battaglia per cui un domani a decidere della mia vita, anche non avendo più le forze per farlo materialmente, sia io (o i miei familiari) e non altri

Lettrice –  Quindi nel testamento biologico dovrebbe essere inserita la possibilità di farsi sopprimere a richiesta di un familiare, giusto? Come avviene in Olanda e Belgio, dove oltretutto è consentito anche ai minori di decidere di porre fine alla propria vita. Dobbiamo però ricordare che non è che qui da noi lasciamo morire le persone tra atroci sofferenze senza muovere un dito, tra la terapia del dolore praticata negli hospices sui malati terminali e l’eutanasia, la differenza è veramente sottile. Quello che ci manca è che la legge regolamenti l’omicidio a scopo benefico, e poi trovare medici non obiettori. La vedo difficile.

GB – Molto semplicemente, vorrei avere in Italia la stessa possibilità che oggi questa persona ha avuto in Svizzera.

Lettrice – Suicidio assistito quindi. 

Devi avere una minima capacità di movimento, Eluana non avrebbero potuto sopprimerla, ad esempio, né tua moglie potrebbe decidere per te.
Materia difficile.
GB – Se non potessi decidere io vorrei che la legge mi consentisse di avere deciso quando potevo farlo: oggi potrei farlo per un domani . Ma se non potessi io, sicuramente vorrei che a decidere fossero mia moglie e mio figlio. Certamente lo farebbero meglio di medici, politici, preti o cittadini a me estranei. E con più amore
Letttrice –  Capisco. Il problema è dover chiedere ad un medico di ucciderti, e bisogna decidere se si possa, se sia lecito, legiferare sull’assassinio a scopo benefico. E trovare persone disposte a farlo (anche se lì i soldi possono aiutare).
Sulla terra in fondo non sono molti i paesi che praticano l’eutanasia.
GB –   Se un medico non vuole farlo si consenta a qualcuno (ovviamente senza conseguenze penali) di attuare la volontà che io avevo lucidamente manifestato. Ogni altra soluzione, comunque la si giri, sarebbe una ingiustificata ingerenza sulla mia vita di persone che non mi conoscono, che mai si sono occupate di me, e che pure pretenderebbero (come già per Eluana) di stabilire cosa sia meglio per me di me stesso e di chi mi ha amato per una vita.
Lettrice – Problema molto complesso, infatti l’eutanasia oggi è consentita dalla legge solo in tre o quattro paesi al mondo (tutti nel nord Europa).
GB – Non dico che sia semplicissimo. Ma di certo è complicato dai tanti, troppi, che ritengono di poter/dover decidere della vita altrui. E non si capisce a che titolo
Lettrice – Forse perché la vita umana ha un valore che travalica le considerazioni mie e sue?
GBDando per scontata la sua buona fede (cosa che ad esempio escludo per molti di coloro che strepitarono per Eluana e non seppero rispettare il travaglio di un padre) , non posso che ripeterle con la massima convinzione che lei- per quanto persona stimabilissima – non avrà mai alcun titolo per decidere della mia vita al posto mio o di mia moglie. Né, ovviamente, io mi arrogherei mai il titolo di decidere per lei o per chicchessia.
……………………. Fin qui il dialogo con la lettrice, pur con qualche problema grafico per il copiaeincolla da facebook. Come ripeto, io rispetto tutte le opinioni e mi sembrava quindi giusto riportare anche le idee della mia interlocutrice.  E trovo sacrosanto che la mia libertà di scelta sia limitata da Costituzione e leggi nel momento in cui questo avesse conseguenze sulla libertà altrui (se uccido un’altra persona, se la derubo ecc. ecc.). Mentre ritengo inaccettabile che qualcuno possa rivendicare il diritto di decidere che cosa fare di me al posto mio o di persone a me care e da me delegate a questa eventuale scelta. 

Adolescenti: finalmente se ne parla insieme. E il Montanara dà ancora l’esempio

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La cronaca delle baby gang, del dilagare della droga anche nelle scuole, dei vandalismi… Un tempo lo si liquidava come “disagio giovanile”, fin quando una tragica rissa al campo Federale di San Lazzaro (un ragazzo morto e cinque coetanei accusati di omicidio, seppur preterintenzionale) svegliò la politica, gli educatori, le istituzioni e la città tutta. Oggi,  Continue reading “Adolescenti: finalmente se ne parla insieme. E il Montanara dà ancora l’esempio”

Un signore sul bus

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Capelli tutti imbiancati, aspetto distinto e passo non ancora incerto. Ma è inequivocabilmente un signore della terza età e quando sale sul bus, dopo avere timbrato il biglietto, il suo sguardo è evidentemente alla ricerca di un posto per sedersi. Ma nel piccolo e multietnico mondo del maxibus, parmigiani vecchi e nuovi sono spesso immersi in smartphone e cuffiette, ad iniziare dai giovani. Nessuno quindi si offre per cedere il posto… Continue reading “Un signore sul bus”

Senza parole

Leggi: la notizia

Storie di Parma Terzo millennio: 2)Prima del grande crac

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Storie di Parma Terzo Millennio: Il grande crac (2003)

Prologo

Questa storia inizia con un sorriso: il sorriso di un uomo che si infila in un’auto. Siamo a Milano, è una delle ultime sere del 2003 e quell’uomo è uno dei più potenti, riveriti e stimati personaggi di Parma. E’ “il Cavaliere”, ovvero Calisto Tanzi. Quel sorriso, Continue reading “Storie di Parma Terzo millennio: 2)Prima del grande crac”

Paolo Nori e Parma bella da…matti

Che vuole bene a Parma si vede, ed è bravissimo ad accarezzarla nei suoi libri con ironia e con pennellate spesso anche critiche, ma sempre con affetto oltre che con grande intelligenza. Continue reading “Paolo Nori e Parma bella da…matti”

Sinfonia giallo-rosa

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Così bello da non stancare. Così vivo da trasformarsi ogni volta che il sole ne accarezza i marmi rosa e crea innumerevoli giochi di luce e di ombre col vicinissimo Duomo. Chissà se i ragazzi che vi si appoggiano Continue reading “Sinfonia giallo-rosa”

Storie di Parma Terzo Millennio: 1) Quel lontanissimo Duemila

Il progetto: una web-storia a puntate della città negli ultimi decenni

Innanzitutto una doppia spiegazione sul titolo. La “s” iniziale sarebbe in realtà minuscola: dello storico non ho né la pignola e doverosa precisione né la pazienza; quindi da subito mi metto a disposizione di chi mi segnalerà imprecisioni o punti da rettificare. Anche se ovviamente spero e credo che questa cronaca in buona fede sia anche precisa e aderente alla realtà.

E poi la parola è al plurale: ho ormai imparato, riordinando archivi e scatoloni colmi di ritagli, che alla lunga il racconto di una città svela l’importanza non solo di chi ha avuto ruoli importanti magari non sempre onorati, ma anche di persone apparentemente più semplici. Chi non è mai assurto a “personaggio”, ma appunto come persona ha lasciato a volte tracce e storie più vere e durature di altri, finiti più spesso sotto i riflettori.

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