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Non sono fra quelli che si scandalizzano per la presenza nella competizione elettorale di Casapound: abbiamo una splendida Costituzione e leggi che prevedono che eventuali reati siano sanzionati dai magistrati, e se questo non avviene l’unico confronto possibile è quello delle idee. Semmai, ai ragazzi (e non)  che invocano Mussolini come “padre della patria”, occorrerebbe spiegare che proprio il fatto che non ci sia più il padre della patria consente loro di esprimere idee di netto contrasto all’attuale “regime”: ai tempi di Mussolini,   un simile dissenso non avrebbero certo avuto la libertà di esporlo in pubblico…

Seconda premessa: ai professori di giornalismo, nonchè giudici del popolo, che hanno invocato la censura per un servizio su Casapound pubblicato da ParmAteneo – opinabile come ogni servizio giornalistico, ma comunque interessante e in ogni caso libero di esistere – va detto che se c’è qualcuno che regala voti ai neofascisti  e alla destra sono proprio loro quando danno vita a cortei per chiudere Casapound, impedire comizi, disturbare gazebo (come per la Lega di Salvini)… Se anzichè auto-inventarsi docenti della Comunicazione sui cimentassero prima come studenti del settore, e se uscissero più spesso in città con l’orecchio teso, saprebbero da tempo che tutte queste iniziative “antifasciste” fanno invece e proprio il gioco di chi le subisce, e che in quelle occasioni viene percepito dall’opinione pubblica neutrale (quella che poi decide le elezioni) come vittima, mentre appare come squadrismo quello di chi vuole impedire ciò che la legge (fino a quando un magistrato non riscontrerà apologia di fascismo o simile) consente. Come ho già detto, sul tema fascismo/antifascismo molti dovrebbero rileggersi Pasolini, che affrontò il tema senza sconti e senza ipocrisie. E con più lucidità di certi antifascisti del terzo millennio (cui pure, se c’è bisogno di sottolinearlo, in linea di principio dovrei dare ragione perchè l’antifascismo dovrebbe far parte del dna di una nazione che lo ha purtroppo subìto).

Detto questo, in attesa di conoscere in dettaglio programmi e iniziative preelettorali di Casapound, non si può non rilevare da quelle parti una partenza infelice, con l’orgogliosa proclamazione “siamo fascisti” e appunto con il Mussolini “padre della patria” dei ragazzi del Blocco studentesco. Ecco allora, senza neppure bisogno di lunghi testi scritti, qualche immagine di Parma dopo la cura Mussolini, come promemoria: sono le storiche foto, credo di Oreste Battioni, tratte dal libro “Parma kaputt” di Baldassarre Molossi e Aldo Curti (non proprio due giornalisti di sinistra…). Certo, si può sempre fare come la Gazzetta di Parma/Corriere emiliano del 1944, che proprio perchè ancora controllata dal fascismo diede la colpa delle bombe a…Toscanini, il grande direttore d’orchestra da tempo in America dopo il famoso schiaffo a Bologna da un gerarca fascista (si era rifiutato di dirigere l’inno del regime, che diamine!).

Oppure, a terzo millennio ormai inoltrato, si potrebbe semplicemente e definitivamente prendere atto che il signor Mussolini, per un insieme di megalomania imperialista e di asservimento al signor Hitler, dopo avere ben bonificato alcune paludi e avere organizzato in perfetto orario la rete ferroviaria (anche perchè nessun cronista poteva permettersi di scrivere il contrario…) pensò bene di avventurarsi in una infilata di leggi razziali e di una guerra che ridusse il Paese, compresa la nostra città, come nella foto. Ecco: spero che il progetto per Parma dei “fascisti” di oggi non abbia di quelle nostalgie, e che fra paludi bonificate e milioni di morti faccia qualche distinzione.  Dopo di che, chiarito questo, le proposte per Parma (quelle serie) le ascolteremo attentamente e liberamente da loro come da tutti: ma prima, se possibile, facciamo un vero ripasso di storia, grazie.