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E’ come se il Tardini si trasformasse idealmente e felicemente nei…Campetti di via Zarotto. Avete presente quelle interminabili maxi-partite del sabato pomeriggio, con 18/20 giocatori per squadra con maglie e colori di pelle diversi? Ecco: allora immaginate nel Museo del Calcio e del Tempo che Bruno Mora si sovrapponga sulla fascia ad Asprilla, che Buffon abbia davanti a sè Ivo Cocconi e capitan Lucarelli, che a centrocampo a distribuire palloni ci sia Carletto Ancelotti con Sensini, e che davanti si scatenino Zola e Barbuti, Melli e Crespo. E poi…

…E poi si può andare avanti all’infinito, in una storia che parte dalla nascita verdiana, dalle sfide con l’Ambrosiana, dai derby di serie D col San Secondo,  da certe tribolate salvezze, dallo sguardo indimenticabile di Ernesto Ceresini, dai fallimenti…fino alla luccicante stanza/isola del Tesoro: con quella sfilata di Coppe che sembra ancor oggi incredibile, per una squadra di provincia.

Sono tante le foto, gli oggetti, i ritagli: ma non vogliamo togliervi in nulla l’emozione di vedere tutto di persona nel Museo del calcio Ernesto Ceresini, che il Parma ha inaugurato allo stadio Tardini e che è davvero bellissimo. E se devo scegliere, fra tutte, una emozione, eccola qui:

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Ecco: in quella vecchia maglia crociata scucita sulla schiena, fornita dalla famiglia Uluhogian che l’ha conservata per anni e anni, c’è davvero tutta la nostra storia calcistica. Una storia umile e piena di travagli, ma che ha poi saputo produrre quella straordinaria Isola del Tesoro, che risplende così:

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Nel museo ci sono pannelli temporanei dedicati al presente, e chissà che il bel lavoro di D’Aversa e Faggiano non consenta a Marco Ferrari & C di dover presto aggiornare… E ci sono, proprio in quella stanza del tesoro, anche la maglia di Gigi Apolloni e la gigantografia di Nevio Scala. Perchè si sa: i grandi amori possono passare anche per fraintendimenti e litigi o separazioni, ma chissà che un giorno della prossima primavera non ci sia una festa che serva anche da pretesto per fare la pace e per riabbracciare chi ci ha regalato tante emozioni ieri ed ha provato ad avviare, magari anche commettendo errori, la strada di oggi.

Lunga strada, Parma! E intanto grazie a chi in oltre un secolo ha scritto la storia ora racchiusa in questo emozionante museo. Da scudetto.

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