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Lui è uno straordinario mistero e tesoro della nostra Cultura. E’ lo scrittore con un vocabolario di sole 200 parole, lo scrittore “mai nato” come scrisse l’Unità, lo scrittore che aveva in sè contraddittorie (o arricchenti?) idee politiche: “Sono socialista-monarchico-cristiano”.  Lei è una over 80, altrettanto straordinaria per entusiasmo e chiarezza con cui continua ad essere una coinvolgente insegnante, come è stata per tanti anni al liceo Marconi. Isa Guastalla spiega Giovannino Guareschi: 

questo era il tema dell’incontro alla Famija pramzana, dove si sta per celebrare un importantissimo 70° compleanno.

Da tempo spero di approfondire questa geniale e insieme semplicissima figura di scrittore, noto in tutto il mondo per le immortali figure di Don Camillo e Peppone. Ed è stato un grande piacere farlo attraverso le parole di una intellettuale, a sua volta esemplare nella semplicità  di esposizione, come la prof. Guastalla.

Partendo da un libro come La scoperta di Milano, la Guastalla ha parlato dell’efficacia del micromondo raccontato da Guareschi, della sua capacità di trasfigurazione della realtà (a lui trasmessa da Cesare Zavattini), degli esordi alla Gazzetta/Corriere Emiliano. E della sua non facile catalogazione politica: antifascista durante il fascismo perchè fedele alla monarchia, poi anticomunista con un peso determinante nella vittoria DC del 1948. Ovviamente con scelte opinabili, ma con il filo conduttore di una grande dignità, che lo condusse in campo di concentramento nel 1943 e in carcere (per aver pubblicato una falsa notizia su De Gasperi) nel dopoguerra.

E non è del tutto esagerato che Baldassarre Molossi, in un articolo. lo paragonasse in qualche modo al quasi conterraneo Giuseppe Verdi: perchè “anche lui fu grande nel mondo raccontando semplici storie ma capaci di intenerire e commuovere”.

Semplicità e grande umorismo (ed autoironia) anche nelle opere meno conosciute. Sì: a suo modo un genio, che meglio dovremmo studiare ed approfondire (si pensi solo alla quasi incredibile circostanza di un film fatto metà a testa da lui e da Pier Paolo Pasolini, con successive roventi polemiche). Come ieri ho potuto fare grazie a una straordinaria insegnante.

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