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Due pestaggi e una lite in 24 ore. Sarebbe gravissimo ovunque: ma che i fatti siano avvenuti in via Mazzini, a 100 metri dal centro, a 1’30” sia dalla Questura che dalla sede dei Carabinieri, e a 10″ dal Municipio fa percepire la notizia come ancora più grave. E se ci aggiungiamo l’uomo preso a calci e pugni “per divertimento” a due passi dal Battistero tre settimane fa, il film della nuova insicurezza nel centro di Parma è fatto: e il titolo del film è che una Parma così “Non è paese per turisti”, e a volte neppure per parmigiani. Allora è venuto il momento di prendere in mano seriamente e “scientificamente” la questione.

Sul tema, mi permetto di rivendicare un lavoro cronistico ormai avviato da alcuni anni, quando ancora ero in Gazzetta. Ero infatti partito due anni fa (quindi in tempi non elettorali e sospetti), e proprio per evitare semplificazioni di pancia, avevo cercato innanzitutto di mettere a confronto la realtà di Parma 2015 con quella di 30 anni fa : ne era uscita, come potrete vedere in fondo all’articolo dai link all’inchiesta completa, la conclusione che Parma non è oggi più violenta di 30 anni fa, ma è certamente più problematica. Sparite certe rapine violente in banca o in altri locali (ci furono anche morti e sparatorie) e  dimenticate per fortuna tragedie del  mondo giovanile come gli omicidi di via Isola (1979) e del Federale (1983), si è però creata oggi una ramificazione più estesa – e quindi con disagio per più cittadini – di una serie di “piccoli” e non sanguinosi reati, però estremamente impattanti sull’insicurezza della gente: spaccio, furti in abitazione, pestaggi…

Già da tempo il dubbio che sia “Tutta nostra la città” affiora. Quando si parla, e si verifica di persona come ho fatto, di via Trento, viale Vittoria, parco Falcone Borsellino…il non essere padroni del territorio è molto più di una sensazione. E l’elenco delle strade è ovviamente più lungo, se in alcuni quartieri (via Savani-Piacenza) gli abitanti si erano decisi a scendere in strada per pacifiche ma significative camminate.

Ora il centro. Anzi: non “ora”, visto che il titolo “Quelle baby gang che spacciano e fanno paura alla gente” che scrivemmo sul sito della Gazzetta ha appena compiuto tre anni (3 febbraio 2014). E a dispetto di telecamere e proclami, la cronaca di queste ore ci dice che tre anni dopo la situazione non è cambiata, o semmai è peggiorata.

Fin qui i fatti, credo inoppugnabili. Dopo di che, le ultime cose che interessano me e i parmigiani sono lo scarico di responsabilità e le schermaglie elettoralistiche: il problema non è appiccicare la colpa della situazione a una istituzione o un’altra, nè puntare il dito più sui governi nazionali (di vario colore) che hanno tagliato i fondi  o su quelli locali che non fanno abbastanza (pure loro di vario colore, se già solo guardiamo all’eterna irrisolta situazione di piazzale della Pace inaugurata da Ubaldi e poi “non” gestita neppure ai tempi di Vignali, Ciclosi, Pizzarotti). Nè basteranno le “ricette” che in ordine sparso – e a volte un po’ a caso -arrivano man mano dai candidati sindaco, che peraltro hanno già iniziato a prometterci la soluzione “di tutto” (a quando un politico che ci dica a Roma o a Parma: siamo nella palude, vediamo insieme come risolvere un paio di problemi alla volta senza annunciare o aspettarci miracoli…?). E neppure possiamo contare solo sul pur encomiabile lavoro delle forze dell’ordine, se proprio oggi la Gazzetta di Parma titola amaramente in prima pagina “Spaccio: liberi dopo la condanna e con tutti i soldi incassati due albanesi clandestini”…

Una cosa è certa. Così come tutti insieme dobbiamo combattere e vincere la battaglia contro i femminicidi e contro la violenza sulle donne (che passa anche dalle “Patate bollenti” e  da linguaggio e comportamenti di tutti noi), occorre che Parma metta oggi insieme le energie e le idee migliori e iscriva all’ordine del giorno una effettiva emergenza sicurezza. Certo: sappiamo benissimo che a nessuno di noi è mai piaciuto addentrarci nel “dark side” di Parma. Ma oggi, e per quanto mi riguarda non da oggi, è tempo di capire che senza occuparci di in-sicurezza, penetrazione delle mafie (a chi crediamo sia collegato il sempre più esteso traffico delle droghe?), immigrazione fuori regola Parma non potrà mai dedicarsi davvero a progetti di Cultura, Turismo e altre Attrazioni.

Per approfondire, leggi:

Ma furti e reati calano o aumentano…?

Sicurezza a Parma: ecco il nostro concretissimo “istat”

Parma XL – Tutta nostra la città? (Gazzettadiparma.it, 2016)