Una serata lunga 24 anni, un’ora grande come tre decenni di vita della città. Provo a isolare, per ora, le emozioni personali e rivedo quel “Sembra ieri” trasmesso da Tv Parma come uno spettatore “normale”. E ci vedo dentro la storia di Parma: quella dei grandi avvenimenti come le alluvioni o le feste dello sport che coinvolsero tutta la città, quella delle grandi visite (il Papa, Pertini, Madre Teresa di Calcutta…), quella della politica, quella dei personaggi “minori” ma che hanno lasciato un segno non secondario, dal “Màt” Sicuri alle caldarroste di Carlino.

In un’ora la città cambia volto radicalmente: da Piazza della Pace con le auto alla tangenziale coi semafori, da via Cavour formicaio dei giovani e inaccessibile ai bus alla Piazza con la parata dei taxi in attesa.

E’ la Parma del sindaco Lauro Grossi e della sua straordinaria oratoria, per l’intitolazione al gen. Dalla Chiesa della piazza della Stazione. Ed è la Parma che ha il volto dell’indimenticabile Ernesto Ceresini, ripreso alla vigilia di una stagione che lo vedrà festeggiare una promozione, con i golden boys Pioli e Berti che sfilano e sembrano poco più che bambini ma che hanno già la determinazione che li farà diventare campioni (e fra loro i baffi del magazziniere Franco Sani).

Più bella? Più brutta?…Sarebbe sbagliato lasciarsi andare alla nostalgia e alle semplificazioni: ma quel che è certo è che in quella storia per immagini, come sempre nella Storia, ci sono lezioni ed esempi da non dimenticare, insieme magari a errori da non ripetere. E Tv Parma è una meravigliosa macchina del tempo che ci restituisce (e che regala a chi non c’era) volti, parole e luoghi da cui è passata la parmigianità che oggi ci chiediamo come mantenere viva. Basterebbe questo per capire quale prezioso tesoro di memoria ci sia dentro a una tv locale, che magari come tutti i media dovrà adeguarsi ai tempi ma alla quale nessuno potrebbe mai pensare di rinunciare, perchè in quelle videocassette pazientemente conservate e archiviate c’è la città nel suo divenire.

E nel futuro c’è il racconto quotidiano dei colleghi di oggi, in un lavoro inevitabilmente di squadra. Dovrei invidiarli: loro che ancor oggi possono vivere quella magìa e quella altrettanto suggestiva della Radio, loro che in un’ora mi hanno fatto passare davanti 24 anni di vita e di emozioni dalle prime interviste con capelli neri e occhialoni (e con un fuori onda canoro non propriamente professionale…) al San Valentino dolceamaro dell’ultimo tg. Ma oggi sono solo felice: per loro che domani saranno pronti a nuovi racconti di Parma, per me che ho avuto a lungo il privilegio di vivere questa magìa, e per la città che dovrà tenersi sempre stretta la sua meravigliosa macchina del tempo.

SEMBRA IERI : guarda la prima puntata