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ilcielodiparma

Un blog parmigiano senza pretese e senza bandiere

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marzo 2017

Botteghe, librai, libri. E noi

bottega del libro millevite

La foto svela subito l’evidente conflitto di interesse, perchè anche da lui come nelle altre principali librerie cittadine è arrivato il mio “Ho rubato mille vite” con 40 anni di cronaca parmigiana (e soprattutto con i diritti d’autore che andranno ad una splendida associazione come Giocamico). E ci aggiungo pure che Massimo Soncini, che ora gestisce la Bottega del libro in via D’Azeglio, è mio amico da anni. Ma al di là di amicizie e interessi “commerciali”

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Gazzarock e un sogno lungo 20 anni

gazzarock logo

Confesso che non sono moltissime le cose del mio lavoro di cui sento nostalgia. Ma una di queste mi ha colpito dolcemente “a tradimento” stamattina, navigando nel sito della Gazzetta e vedendo il sondaggio del premio Gazzarock per i Parmawards, che subito vi invito a vedere e votareContinue reading “Gazzarock e un sogno lungo 20 anni”

Problema. Elementare?

fisarmonicista via farini

Ricordate i problemi di aritmetica delle scuole elementari? Non so se esistano ancora, ma più o meno avevano questo tono:

Problema – Se un fisarmonicista suona nelle strade di Parma e piace alla gente ma è già stato multato tre volte, quante multe deve ancora prendere prima che il “problema” possa dirsi risolto e ci si possa concentrare su altre e forse più gravi infrazioni che avvengono nella stessa zona Pilotta a pochi passi dal musicista? 

Io in matematica non ho mai brillato granchè… Continue reading “Problema. Elementare?”

In Santa Cristina, dopo un anno senza don Scaccaglia

A ricordarlo mediaticamente è giusto che sia chi gli è stato vicino sempre e davvero, come ha fatto oggi Ennio Mora sulla Voce di Parma. Io, passando nei giorni scorsi davanti a quella chiesa dai due arcobaleni, uno dei quali sempre più lacero, ho semplicemente provato la voglia di entrare. Intanto perchè Santa Cristina è bellissima (e invito i parmigiani  Continue reading “In Santa Cristina, dopo un anno senza don Scaccaglia”

Non solo una gloria musicale, ma un esempio per tutti noi

toscanini50

Sembra presentarsi bene, seppur visto da profani, il nuovo centro della Fondazione Toscanini nel parco ex Eridania. L’inaugurazione di sabato ha aperto anche le porte della sala prove, ed è affascinante vedere anche i luoghi in cui nascono lo studio e le esecuzioni per riprodurre quella grande magìa che è la musica.

C’era tanta gente. E la speranza è che questo 150° toscaniniano non rimanga solo una sequenza di appuntamenti per addetti ai lavori. Se infatti il Maestro  è l’interprete di una storia di eccellenza musicale, al punto che la sua lezione viene ritenuta tuttora attualissima in tutto il mondo, Arturo Toscanini è anche un esempio di rigore e schiena dritta che alla Parma 2017 gioverebbe conoscere. Ecco perchè, questa ricorrenza dovrebbe essere anche l’occasione per portare al maggior numero possibile di parmigiani la conoscenza di una storia che non fu solo da podio musicale.

ParmaStoria: Chi era…Toscanini

Toscanini: eredità controvento

Sara e la limpida magìa dei ragazzi. Che non ascoltiamo abbastanza

Cattura

C’è una splendida lettera nell’home page del sito dell’ITC Melloni, firmata da una studentessa. Le parole di Sara Petrolini, rilanciate dalla pagina delle scuole e dal sito della Gazzetta di Parma, hanno raggiunto, toccato e conquistato tanti lettori. Ne citiamo un breve ma splendido stralcio:  Continue reading “Sara e la limpida magìa dei ragazzi. Che non ascoltiamo abbastanza”

La “gramàtica” e il dialetto web

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(g.b.) – Ci vuole un bel coraggio a mettere in giro una grammatica, cioè un libro di regole anche impegnative, in tempi nei quali le regole non le vuole rispettare quasi nessuno. Ancor più se quella grammatica è dedicata al dialetto, cioè la parlata che un po’ tutti affrontiamo a orecchio e come ci capita, senza troppo preoccuparci (a parte l’encomiabile Enrico Maletti) che la grafia e appunto la grammatica siano rispettate a dovere. E allora  Continue reading “La “gramàtica” e il dialetto web”

Toscanini: una eredità controvento

L’allestimento è appena iniziato, in contemporanea con i lavori che procedono all’ex Eridania. Parma si prepara a rendere omaggio ad Arturo Toscanini: una eredità controvento, spiega uno dei primi pannelli esposti. E in effetti, quella del Maestro nato in borgo Tanzi non è solo la lezione musicale e culturale di un talento di grandissimo livello, ma anche quella di un personaggio che improntò la sua vita nel segno del rigore. Per i parmigiani, non solo melomani, l’occasione di approfondire una grande eccellenza della nostra terra, il cui modello può ancora essere d’esempio: non solo a chi deve salire sul podio a dirigere un’orchestra.

Chiedi chi era…Arturo Toscanini

Storie di Parma Terzo millennio – 5) L’addio di Calisto

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Quinta puntata

Novanta minuti.

Ha una scansione “calcistica”, quasi emblematicamente, l’ultimo atto a Collecchio di Calisto Tanzi, nell’azienda che fu il piccolo salumificio del padre Melchiorre e che ora è il gruppo multinazionale da 7 miliardi e mezzo di euro di fatturato e 6 miliardi di debiti. Un cda storico, che il 15 dicembre sancisce l’addio del cavaliere: dimissionario da presidente, amministratore delegato e consigliere del gruppo.

E anche se non è ancora l’addio dei Tanzi (se ne va anche Giovanni, ma restano Stefano e Paola Visconti), i pieni poteri passano a Enrico Bondi, e ad un comitato esecutivo a tre, con Guido Angiolini e Umberto Tracanella, suoi uomini di fiducia. Escono dal consiglio anche i dimissionari Fausto Tonna e Luciano Silingardi (resta invece Domenico Barili), mentre si annuncia l’arrivo degli uomini di Pricewaterhouse, per vedere chiaro nei conti dell’azienda e valutare le effettive possibilità di salvataggio.

Tutto questo ancora non basta ad evitare l’ulteriore picchiata delle azioni in Borsa (-20%), e per la città è un evento traumatico, seppure ormai annunciato. “Chi ama e crede in questo gruppo – sono le parole che Tanzi affida ad un comunicato ufficiale – sa che i sacrifici sono necessari. Aver individuato in Enrico Bondi l’uomo che saprà rilanciare la società è una garanzia per i lavoratori e per il mercato. Ma lo è soprattutto per me, perchè Parmalat ha rappresentato, rappresenta e rappresenterà la mia vita”.

Un passo indietro che, per ora, ha solo i connotati delle cronache economiche: e nell’editoriale sulla prima pagina della Gazzetta del 17 dicembre, Giuliano Molossi parla di “dimensioni dell’indebitamento che sembrano imponenti. Ma l’auspicio nostro e di tutta la gente di Parma è che l’azienda, dopo un adeguato periodo di ristrutturazione, si salvi e che riprenda presto il suo cammino di sviluppo”. Molossi cita anche le possibili responsabilità di controparti dell’azienda, che vanno dai politici alle banche ai controllori dei conti.

E su questo editoriale si innesta anche un dibattito, non privo di polemiche: le prime arrivano dal diessino Alfredo Peri, nella cui storia ci sono anche gli anni di sindaco di Collecchio, ora assessore regionale ai trasporti. Peri contesta che gli imprenditori possano essere succubi della politica, chiede che in città non ci siano “giudici improvvisati”, e conclude ringraziando “la famiglia Tanzi per ciò che ha costruito in quarant’anni di storia anche in questa Provincia”.

Molto meno tenera, nel frattempo, è la stampa nazionale. Nell’inchiesta “Patatrac Parmalat”, l’Espresso giudica gravissimo che dopo lo scandalo Cirio ne arrivi un altro ancora più grave, perdipiù da parte di Calisto Tanzi, “con quella faccia da parroco emiliano”. “Calisto Tanzi – aggiunge il settimanale – avrà pure raggiunto la soglia della sua incompetenza. E sta ora a lui dimostrare che solo di questo si tratti”. Anche l’Espresso, inoltre, chiama in causa le possibili responsabilità di altri soggetti, ad iniziare dal sistema creditizio, mentre Carlo Maria Guerci (docente di economia  alla Statale di Milano) si dice ottimista sulle possibilità, per  un “grande marchio” come Parmalat, di tornare a galla. Un articolo di appoggio all’inchiesta su Parmalat è dedicato a Cesare Geronzi, e ad unire il tutto è un box sulla Gea, la società nata per curare gli interessi dei calciatori che ha fra i soci i rampolli Tanzi, Cragnotti e Geronzi: una società che, a distanza di un paio d’anni (quando i Tanzi ne saranno già usciti), sarà destinata a trovare il suo posto in un altro scandalo, quello di “Calciopoli”.

Lo stesso giorno, l’altro grande settimanale – Panorama – ricostruisce i dettagli del drammatico cda, e riporta una sibillina frase pronunciata da Tanzi: “Adesso anche io ho bisogno di capire”. Ma ad aver bisogno di capire sono soprattutto i mercati e  consumatori.

(segue…)  –   Leggi tutte le puntate

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