piazzale corridoni

Ai parmigiani piace poco confrontarsi: preferiscono sentenziare, che si tratti di Apolloni (o di Ancelotti…) o di politica. E così, già a pochi minuti dalle primarie, ecco i verdetti da facebook: 

“Ha già rivinto Pizzarotti”, “Con Scarpa siamo pronti per riprenderci la città”. E via di questo passo contrapposto…

Più prudentemente, a me sembra invece che la sfida per il Municipio (una sfida a 10 o giù di lì, in attesa delle ultime candidature e di eventuali rinunce, visto che lo stesso Greci non ha escluso passi indietro contemporaneamente all’annuncio della candidatura) sia un po’ come l’inconfondibile cielo di piazzale Corridoni che vedete nella foto: una ragnatela di fili che si affollano e si intersecano, tanto più in un periodo in cui certe definizioni un tempo fondamentali (come sinistra, destra e centro) sembrano decisamente sfumate. Che sia un bene o no…

Così, ad esempio, lo stesso Scarpa sa che difficilmente potrebbe vincere senza compattare il Pd. Ma allo stesso tempo ha sperimentato l’inaffidabilità almeno parziale di questo partito (a Roma soprattutto, ma anche a Parma non mancano veleni: e lo stesso Scarpa oggi sulla Gazzetta liquida la denuncia a Pizzarotti sul Regio con toni che forse non faciliteranno la ricucitura con Pagliari, che da parte sua si era schierato fragorosamente contro di lui). E, soprattutto, sa che non basterebbe avere alle spalle il Pd per evitare la sorte di Bernazzoli-Peri-Soliani. Paradossalmente, il suo vero modello potrebbe essere Stefano Lavagetto. Non ovviamente “il primo sconfitto”, come Lavagetto fu bollato nel ’98, come una vergogna prima che il centrosinistra infilasse la successiva collana di sconfitte. Bensì “l’ultimo vincente”, come Lavagetto fu nel ’94 quando oltre a rappresentare la sinistra riuscì ad avere dalla sua quella che un tempo si chiamava la “borghesia illuminata” di Parma, che già era stata riferimento per i sindaci socialisti Grossi e Cremonini.

Ma ovviamente Scarpa non sarà in campo da solo. E credo sbaglierebbe chi limitasse la contesa, come già si legge, a un duello fra lui e Pizzarotti. Il sindaco uscente è sicuramente un candidato forte (anche se a sua volta dovrà fare i conti con l’effetto di una lista Cinquestelle “ortodossa”, se davvero ci sarà). Ma ci sono molti altri candidati che condizioneranno comunque l’esito finale: o da protagonisti o per i voti che toglieranno (e magari potranno poi convogliare nel ballottaggio) ai due finalisti.

Intanto, c’è tutta la vastissima area che nel 1998/2002/2007 premiò gli ubaldiani (nel secondo caso ancora identificati in Vignali), che al ballottaggio può spingere un candidato che non sia nè Scarpa nè Pizzarotti. Qui, oltre al candidato unitario del centrodestra di cui ancora non si conosce il nome, pescheranno in ordine sparso Alfieri (che sul dato della scarsa partecipazione alle primarie ha annunciato una ripresa a gran ritmo di una campagna che si era un po’ rallentata), Greci, Ghiretti che appoggia Scarpa, lo stesso Pizzarotti che è oggi a sua volta un “civico” seppure atipico, ed altri eventuali candidati in quell’area (G. Lavagetto?). Come si è ricordato proprio in questi giorni per la morte di Carletto Nesti, quella era un’area che – pur con un alleato ingombrante quale la berlusconiana Forza Italia – aveva agli occhi dei parmigiani anche i volti di Lucia Mora, appunto Nesti, la giovanissima Guarnieri. Oggi un po’ tutti si dicono civici e fuori dai partiti: ma si vedrà come queste migliaia di voti si distribuiranno davvero. Senza contare la possibilità che Costi, anzichè portare acqua al mulino di Scarpa, non tenti una avventura personale come alcuni simpatizzanti gli propongono nonostante i patti pre-primarie.

Poi ci sono le Sinistre (una parola che al singolare non è forse più neppure sul vocabolario…):  due candidature che toglieranno qualcosa a Scarpa e forse qualcosa anche a Pizzarotti, che su antifascismo e scontri verbali con Casapound ha fondato parte della sua immagine parmigiana più “politica”. E, a  proposito, c’è poi Casapound: per ora silenziosa, ma attiva (l’ho sentito dire più volte) sul territorio di alcuni quartieri, con la sua interpretazione di destra sociale e con un candidato che sarà forse il più vicino all’elettorato giovane (anche se i contenuti di Blocco Studentesco sono di quelli che non tutti condividono).

Morale: la sfida è ricca e appunto intricata come i fili del bus della foto. Ci sono in teoria gli ingredienti per un bel dibattito che produca proposte per far crescere Parma: la prima speranza è che non ci si perda invece, come è stato negli ultimi giorni delle primarie (anche se non ad opera dei candidati), in scambi personali poco complimentosi. E soprattutto poco interessanti per i cittadini-elettori di una città che, comunque si giudichi l’oggi, ha voglia di crescere…

ELEZIONI 2017: leggi tutte le news