sciopero donne 8 marzo

Non me ne vogliano le donne che leggono questo blog o che mi sono amiche su facebook, ma devo farvi una critica. O meglio devo farla a chi ha avuto l’idea di far coincidere l’8 marzo con uno sciopero delle donne, ma poi…

Ma poi temo che la comunicazione, che io guardo per deformazione professionale ma che talvolta è davvero fondamentale, non sia stata all’altezza dell’idea. Anzi, mi ha stupito la percentuale delle amiche e conoscenti che si sono rivelate all’oscuro dello sciopero stesso o quanto meno delle sue modalità. Chi pensava a una manifestazione simbolica, chi a una riedizione del famoso sciopero di Lisistrata (oddio, quello forse è lo sciopero che colpirebbe maggiormente nel segno…), chi ne aveva sentito parlare ma era in difficoltà a proposito dell’attuazione.

E così rischiate (e tutti insieme rischiamo) di perdere un’occasione speciale. Perchè uno sciopero vero renderebbe davvero palese il ruolo fondamentale, e il parallelo sfruttamento, delle donne ad ogni latitudine, Parma compresa. Ma uno sciopero malinteso o mal comunicato non sposterà nemmeno una virgola del nostro sbilanciamento maschilista.

In ogni caso, buon 8 marzo davvero. Senza mimose e senza retorica: ma con la consapevolezza (a Parma scandita anche dal sangue dei tanti femminicidi) che c’è ancora tantissimo da lavorare per una società migliore anche sul fronte del rapporto Donne/Uomini.