Per uno che ricorda ancora le prime conferenze stampa degli anni ’80, in cui si proclamavano l’imminente elettrificazione della ferrovia Parma-Brescia, il raddoppio della Pontremolese con interramento della linea nell’attraversamento in città, e via collegando, capite bene che qualunque programma a lungo termine provoca una leggera diffidenza. 

Però ieri in San Tiburzio (un altro gioiellino meno conosciuto di questa città) ascoltare le linee guida del Pums e le strategie della Tep, seppure sub iudice per la nota vicenda dell’affidamento del trasporto pubblico, è stato interessante. Perchè al di là di scadenze e aggiustamenti delle singole realizzazioni, c’è un dato di fondo indiscutibile: la necessità crescente di alleggerire la città di una parte del traffico privato e delle relative implicazioni dall’inquinamento allo stress. E per farlo, ovviamente, occorre che il trasporto pubblico sia competitivo, affidabile e confortevole.

Qualcosa (qui il cronista parla anche da abbonato Tep) è indubbiamente cambiato con i maxibus sulle linee 5 e 7. E i risultati illustrati ieri dal presidente Rizzi dopo l’indagine sul campo illustrata da Mirko Rubini parlano per l’inizio del 2017 di un +7,42% sui biglietti e un +9 sugli abbonamenti. Anche per merito dei controlli che hanno fatto calare il numero dei non paganti (ieri l’altro, riferisco di persona anche per correggere qualche luogo comune, su un maxibus multietnico il controllo a sorpresa non ha rilevato alcun…portoghese).

Altri maxibus andranno sulla linea 6, mentre i bus elettrici in prova in questi giorni sarebbero destinati alla 8. E molto conterà la tecnologia, con le app per pagare il biglietto (già attiva con discreti risultati) o per conoscere la posizione dei bus in tempo reale e i relativi tempi di attesa. Nel Pums c’è tanto altro: dalla chiusura dell’anello di tangenziale ad est all’estensione della filovia a un nuovo parcheggio scambiatore su via Spezia. Ma qui tornano i ricordi e le diffidenze del vecchio cronista: quindi ne parleremo se e quando…Sapendo però che, al di là del destino di Tep e dei tempi di politica e burocrazia, la cultura della mobilità sostenibile (che ovviamente passa anche attraverso l’uso crescente della bicicletta e del car sharing) dovrebbe essere l’obiettivo non solo di una giunta, di qualsiasi colore, ma di tutti noi.

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