E’ suggestivo già solo il ritrovarsi all’ingresso, dietro la Casa della Musica dove il Naviglio incrocia altri tre caratteristici borghi della parte di qua dall’acqua. Ed è da brivido l’ingresso a luci spente, con le note del Va’ pensiero in sottofondo e nel canto sovrapposto (e apprezzabilissimo) dei soci. E’ il Club dei 27, covo carbonaro di innamorati: 

innamorati di Verdi e dell’opera lirica.

Ventisette come appunto le opere di Verdi (anche se già qui iniziano i distinguo), tutti uomini e ognuno con il nome della “propria” opera, da un barbuto Aida al Don Carlo che fu principe degli arbitri italiani negli anni ’70: Alberto Michelotti. Detta così, verrebbe forse da pensare a fanatici o patetici con il volto rivolto al passato: e invece sono i custodi più autentici (qui che siamo fuori dalle passerelle e dalle mondanità delle prime) del più geniale tesoro mai nato nelle nostre terre.

L’occasione della visita è nell’incontro conferenza su Arturo Toscanini di Mauro Balestrazzi. Che sciorina un appassionante racconto (lo dico da cronista, non da fratello) sull’altro genio della “nostra” Musica nato appena di là dal torrente: Arturo Toscanini. Il talento e il rigore del direttore d’orchestra, ma anche e soprattutto dell’uomo. Una doppia storia straordinaria: e penso quanto poco noi parmigiani la studiamo davvero.

Verdi e Toscanini, con ascolti e aneddoti sulle prove del Maestro che commuovono per la devozione del direttore verso la figura del compositore. Ma anche Toscanini e Wagner, Toscanini e Puccini…  Una storia per melomani, e infatti alla relazione si sovrappongono subito le tante domande dei 27 con spunti e quesiti che potrebbero andare avanti per ore. Ma anche una storia per tutti noi, come anche la mostra del “Toscanini controvento” sotto i Portici del Grano aiuta a capire.

Andate a vederla, parmigiani, che vi piaccia o meno la lirica. E studiate quei due grandissimi Geni che la Storia ci ha regalato: perchè al di là dell’inarrivabile e ancora attuale tesoro artistico, c’è un’ancor più preziosa lezione di Cultura, di rigore anche civile e di impegno (perchè il Genio da solo non basta) che avrebbe tantissimo da insegnare alla città del terzo millennio. E a chi la vorrebbe governare…

(Ps – E lunga, lunghissima vita al Club dei 27!)