11 candidati pagina gazzetta

Quando ieri sera ho letto l’interessante pagina di Gian Luca Zurlini sulla Gazzetta di Parma sulla “squadra” degli 11 candidati sindaco, ho pensato che ogni parmigiano dovrebbe impegnarsi a seguire seriamente la campagna elettorale e naturalmente recarsi a votare. Ma dovrebbe anche dire 11 grazie.

11 grazie, in ordine rigorosamente alfabetico, a  Alfieri, Bacchieri, Bergamini, Cavandoli, Ghirarduzzi, Greci, Manno, Pellacini, Pizzarotti, Russo, Scarpa.

Un grazie anche per i più lontani dalle nostre idee, perchè tutti fanno una cosa che noi abbiamo scelto di non fare: vivere la politica dal di dentro anzichè limitarsi a criticarla dal divano o dalla tastiera di pc e smartphone. Non è banale, se ci pensate: ognuno di noi almeno una volta alla settimana ha motivi – dai media o dalla vita comune e concreta – per lamentarsi della politica. Che in effetti in questi anni, soprattutto a livello nazionale ha fatto ben poco per essere amata o anche solo stimata.

Ma nessuno di noi ha tempo, voglia o passione per impegnarcisi. Mi ci metto anch’io, visto che qualche volta qualcuno prova a tentarmi: ma avendo una pronunciata allergia per numeri e conti (naufragavo già nel decifrare la busta paga…) non ho mai pensato di poter essere utile alla collettività in quel settore. E proprio per questo ho sempre pensato che sindaci, assessori e consiglieri vadano elogiati e ringraziati: anche solo allo stato di candidati, cosa che comunque significa spendere tempo ed energie.

Si dirà che chi fa politica lo fa certamente per ambizione, per proprio tornaconto (parliamo ovviamente di tornaconto lecito o anche solo di immagine) o addirittura per non lavorare: è stato scritto anche questo, anche recentemente. Può darsi, ma è comunque una ambizione messa al servizio della collettività (se bene o male lo dicono poi posteri ed elettori). E in realtà quello del sindaco è un lavoro e non dei più semplici.

Ecco perchè, se da una parte continuo a sperare che il dibattito e il confronto delle idee salgano un po’ di quota, rispetto alla dispersione e al cabotaggio di queste settimane, oggi vorrei dire davvero – e soltanto – quegli 11 grazie.