Dicembre 2003

“Il fallimento dell’Europa: la Ue resta senza Costituzione”.

Sono titoli in negativo, quelli che riassumono il vertice di Bruxelles del 13 dicembre, nel quale invano l’Italia ha cercato di coronare il semestre della propria presidenza con uno storico accordo, da cui doveva scaturire la Carta dell’Unione europea. Fra veti e ricatti, invece, si è consumato un disaccordo totale che fa ora temere un’Europa a due velocità.

Ma per Parma quello stesso vertice ha il sapore del trionfo: la nostra città è stata designata quale sede dell’Agenzia alimentare.

La notizia arriva intorno alle 14, con una telefonata a Marco Rosi da parte di Silvio Berlusconi. E subito si diffonde, contagiando istituzioni e addetti ai lavori. Mi resta impressa una scena, durante la diretta che Tv Parma dedica alla notizia: il presidente della Provincia Bernazzoli e il sindaco Ubaldi si incrociano proprio nel nostro piccolo studio del telegiornale. E in diretta, davanti alle telecamere, si abbracciano come due calciatori dopo un gol: due politici di estrazione diversa, rappresentanti di due istituzioni che non sempre filano d’amore e d’accordo (e fra le quali anzi non sono mancate accese polemiche) esprimono così una immagine non solo formale. Parma, questa volta, ha veramente fatto “squadra”: memori anche della cocente sconfitta sulla scelta della Stazione medio-padana dell’Alta velocità ferroviaria, collocata a Reggio anche per le divisioni dei politici da questa parte dell’Enza, nei mesi precedenti le istituzioni locali hanno remato in una sola direzione.

E al di là di alcune sottolineature di parte (chi pone l’accento sull’idea originaria di Andrea Borri, chi rimarca l’azione incisiva del governo Berlusconi), per Parma si parla di un evento storico, tanto più importante in un momento nel quale le ombre di Parmalat stanno avvolgendo la città.

“Dopo due secoli siamo di nuovo una capitale”, dichiara con enfasi  a Repubblica Ubaldi. “Un’occasione straordinaria”, gli fa eco Guido Barilla.

E i cittadini iniziano a chiedersi come Parma cambierà, di fronte a quei 330 tecnici che decideranno le regole dell’alimentazione di tutta Europa, e che dovranno trovare case per le loro famiglie, scuole multilingue per l’educazione dei loro figli, e naturalmente adeguati collegamenti aerei, una viabilità che funzioni…  Insomma, si dice, l’Authority potrà davvero trasformare il volto di Parma.

Le agenzie riportano i toni trionfalistici di Berlusconi, e a confermare il valore della notizia il presidente della Camera Casini accetta di intervenire telefonicamente in diretta alle 19,30 nel nostro telegiornale.

Parma è doppiamente sotto i riflettori: quasi nelle stesse ore la storia propone alla città due sfide (una drammatica ed una piena di opportunità), dal cui sovrapporsi ed elidersi uscirà – è la sensazione di quelle ore convulse – la capacità di recitare un ruolo importante o decisamente ridimensionato.

E se il sabato ha assunto i toni del trionfo, in quello stesso weekend, come già abbiamo visto, uno degli uomini più potenti di Parma si sta preparando a dare l’addìo alla sua azienda.     (SEGUE…)

STORIE DI PARMA TERZO MILLENNIO – DAL GRANDE CRAC AL DOPO UBALDI: leggi tutte le puntate