piazza garibaldi

Altro che derby e sogni di ritorno in serie A! C’è già un “Parma” da scudetto e da prima pagina. Peccato che lo scudetto, e le prime pagine, siano quelli della corruzione e delle inchieste giudiziarie… 

“Blitz dei Nas a Parma: fermati 19 medici e imprenditori del settore farmaceutico” (Stampa), “Parma, così il luminare era diventato ‘il boss’ ” (Fattoquotidiano)… Rieccoci lì: in vetta a siti, tg e quotidiani nazionali, capitale non dello sport o del cibo o della cultura ma della corruzione (presunta, sia chiaro fino a prova e sentenza contraria, come in certi casi elencati qui sotto è in effetti avvenuto: ma per ora la realtà è che siamo descritti soprattutto così).

Una esagerazione? Se qualcuno lo pensa è arrivato il momento di rispolverare, e aggiornare, il file che avevo iniziato a tenere nel 2015, quando con ingenuo ottimismo titolai sulla Gazzetta, dopo una analoga inchiesta e dopo analoghe prime pagine, “Ultimo fango nella piccola Parigi”.

“Ultimo” quel fango non è stato, e quindi leggete bene questo elenco, quasi incredibile:

1) Bancarotta Parmalat (2003, il “crac del secolo”, tuttora alcuni filoni sono in attesa di giudizio definitivo)
2) Bustarelle e furti in tribunale (2005: patteggia impiegato che favoriva protestati; 2011: ufficiale giudiziario rubava i soldi dei pignoramenti)
3) Bancarotta Guru (2008 arresti, 2009 tre patteggiamenti)
4) Arpa connection (2009, sei arresti)
5) Green Money/1 (2010: appalti per il verde pubblico e bustarelle, quattro arresti)
6) Green Money /2 (2011: undici arresti fra cui comandante della Polizia municipale e dirigenti comunali)
7) Bancarotta Gandalf (2011: due condanne, due patteggiamenti, nove rinvii a giudizio)
8) Easy Money (2011: quattro arresti fra cui assessore comunale)
9) Bordello Parma: night e prostituzione (2012: coinvolti poliziotti e avvocati)
10) Spot money (2013: due pubblici dipendenti arrestati per concussione)
11) Dissesto e false fatture azienda Greci di Gaione (2013)

12) Public Money (2014: 4 arrestati, anche ex sindaco e consigliere regionale)
13) Spip (2014: dichiarato fallimento, Procura indaga per bancarotta fraudolenta)
14) Bancarotta Consorzio agrario (2014: trentacinque indagati)
15) Assunzioni irregolari Spip, Stt, Alfa (2014: indagati i vertici, in totale otto persone)
16) Latte contaminato ( 2014: quattro arresti , ai domiciliari direttore Centro servizi agroalimentare)
17) Retata anti ‘ndrangheta (2015: 6 arresti anche a Parma, sospette infiltrazioni in alcune elezioni politiche. Poi la sentenza assolve i politici a Parma e Reggio. Già in precedenza altre inchieste avevano riguardato il tema, in particolare nel 2007 sul rapporto con i Casalesi)
18) Parma calcio: indagine per bancarotta fraudolenta (2015)
19) Inchiesta Grandi appalti procura di Firenze: indagato ex assessore regionale/ex candidato sindaco  (poi però scagionato) (2015)
20) Indagine per presunta truffa sui contributi all’editoria televisiva da parte di Teleducato (2015)
21) Arresto nuovo presidente Parma FC e ipotesi di riciclaggio dietro l’acquisto della società (2015)

22) Parma Gestione Entrate:  ipotesi di multe senza notifiche peculato, falso e usura (2016)
23) Parmacotto: accusa di bilancio falsificato, sequestro di 11 milioni e due indagati (2016)

24) Emiliambiente: arresti per una gara d’appalto truccata (2017)                                             25) Scandalo Pasimafi: corruzione nel mondo medico e farmaceutico (2017)

Sì, avete visto bene: fra crac e altre inchieste siamo a quota 25, salvo dimenticanze e senza allargarci alla provincia che non è da meno (vedi ad esempio crac Di Vittorio a Fidenza). In soli 14 anni.

Allora, forse, prima di sbraitare e scandalizzarci per gli effetti negativi di una migrazione massiccia dovremmo anche chiederci che parmigianità e che regole pensiamo di poter insegnare ai nuovi arrivati, se il nome di Parma in prima pagina è quasi sempre sinonimo di corruzione o simile? E forse la “questione morale Parma” dovrebbe entrare nel dibattito elettorale da cui è fin qui stata assente (anche se stamattina vedo qualche primo commento sui social), perchè senza regole e senza trasparenza non si costruisce nessun progetto. Un dibattito che, ovviamente, non riguarda solo i politici, ma anche le altre istituzioni pubbliche (l’ultima vicenda getta pesanti ombre su Università e Sanità), gli imprenditori, gli intellettuali, noi stessi giornalisti e soprattutto noi cittadini. Perchè, proprio per citare la…terapia del dolore, se iniziamo ad assuefarci e ad adattarci poi trovare una cura diventa più difficile.

(Ps – La foto che illustra l’articolo è una foto generica di Piazza Garibaldi scattata nei giorni scorsi – Per aggiornamenti o rettifiche sulle vicende elencate nell’articolo, scrivere a gbalestrazzi@gmail.com)