Non è, non sarà mai un posto come un altro…Non può esserlo per chi era lì quel giorno nel 1983, raggelato come tutta la città pur nel sole di luglio a raccontare come gli spalti e la rete di un campo da calcio si fossero trasformati in un luogo di morte per un ragazzo di 17 anni e in un luogo di orribile colpa per cinque coetanei. Eppure, se al dolore di quei giorni si poteva aggiungere una speranza, nel dibattito vero che ne seguì in città, queste foto di  34 anni dopo dicono che quella speranza si è realizzata: il Federale come “un grande prato verde”… 

“dove nascono speranze che si chiamano ragazzi”…

Ieri, alla Giornata dell’Arte e della creatività, non c’era magari la superfolla di altre edizioni in Cittadella (ma erano fatte il mattino, quando la Festa era anche una alternativa alla scuola…), ma i ragazzi al Federale erano comunque tanti. Musica, arte, moda, volontariato…o anche solo stare insieme.  Così come proprio in questi giorni tanti giovani stanno insieme nel Meeting del teatro al Parco e come li ho visti insieme nel BandiniLab o nel Parmawards delle band musicali.

No, non è vero che a Parma non si è fatto nulla per i giovani: nè in questi 5 anni nè in quei lunghi 34 che ricordavo. E quello che c’è è frutto del lavoro di tanti, anche di colori diversi: semmai, non basta mai e va sempre aggiornato. E questo, sempre al di là del colore di chi vincerà a giugno, deve essere l’impegno di tutti.

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