Wembley gol minotti

Non ho più visto Nevio, Gigi e Lorenzo (non dimentico Galassi ma lo conosco meno). Loro sanno, perchè l’ho scritto nero su bianco, che cosa pensavo a novembre. E sanno che adesso, come tutti a Parma, preferisco guardare ai playoff e tifare: per le riflessioni su una stagione complicata ci sarà tempo…  Ma almeno oggi è il giorno in cui si può davvero guardare indietro, molto più indietro. 

E’ il 12 maggio di Wembley, 1993. E’ il giorno della più imprevedibile e magica serata calcistica che Parma potesse vivere. E quindi è di nuovo il giorno di Nevio, Gigi, Lorenzo…e Sandro, Marco…fino al mestissimo e “incazzato” (cit.) Tino in panchina: forse la scelta più severa e meno romantica di Nevio, che però mi è venuta in mente quando Allegri ha mandato in tribuna Bonucci, perchè è anche così che nascono e si mantengono le grandi squadre.

Rivedere il video ogni volta serve a ricordare che è successo davvero, in questa piccola città di provincia. Mentre anche dopo 100 volte non ho ancora capito…come diavolo abbia fatto ad entrare in rete quel pallone colpito da Minotti quasi contro ogni legge fisica, in quel fotogramma che – come quello celeberrimo delle figurine Panini – è forse il momento simbolo del nostro personalissimo album.

E poi la naturalezza destro-sinistro con cui il sindaco Osio si libera al cross… E la testa di Melli, quello che “non ha la testa” dicevano in tanti ma non Ernesto Ceresini, che anticipa il…Perilli dell’Anversa. E lo stesso Melli che si propone invano al passaggio di Cuoghi, che quella sera “voleva” segnare lui a costo di essere un po’ meno disciplinato sul campo: un po’ come lo stesso Melli non aveva ceduto a Ganz il pallone del gol-promozione nel derby del ’90 al Tardini.

Non è stata la vittoria tecnicamente più importante: battere qualche anno dopo la Juve nella doppia finale Uefa fu sicuramente impresa di tutt’altro spessore. Ma quella Coppa delle Coppe nel tempio del calcio ha un sapore diverso, irripetuto e irripetibile. Ecco perchè, comunque la si pensi su questi mesi, oggi dobbiamo dire tutti grazie a Nevio, Gigi, Lorenzo e a tutti gli altri: perchè la storia di domani si può e si deve ancora scrivere, ma quella di Wembley è già scritta. Per sempre.