municipio x candidati 040517

Pronostici parmigiani (quasi monocordi, anche se a me sembra tutto ancora molto incerto) e indiscrezioni su fantomatici sondaggi, che qui non leggerete perchè le esperienze del passato mi insegnano a diffidare. Ma una cosa è certa: 

comunque vadano, anche queste elezioni segneranno un risultato da “Laboratorio Parma”, che potrebbe offrire qualche spunto anche a livello nazionale.

Se vince Pizzarotti , ci sarebbe davvero di che levarsi il cappello: il “signor nessuno”, catapultato 5 anni fa alla notorietà nazionale per merito di Grillo, confermerebbe che in quel successo c’era anche il valore aggiunto del “candidato della porta accanto”. E ancor più clamoroso sarebbe un bis senza (e contro) il vento in poppa che gli regalò nel 2012 il M5s.  Se vince Ghirarduzzi , ovviamente varrebbe – in modo speculare – il ragionamento opposto: uscito “Capitan Pizza” (come sprezzantemente lo definì lo stesso Grillo), significherebbe che basta il simbolo per rivedere splendere sul Municipio le 5 Stelle: e questo sarebbe un volano eccezionale per Di Maio & C. in vista delle elezioni nazionali (mentre nel caso di vittoria di Pizzarotti il contraccolpo non sarebbe certo piacevole per Casaleggio e i vertici del movimento).

Se vince Scarpa, quella che fino al ’94 era la normalità (ovvero Parma di centrosinistra) diventerebbe una vera e propria notizia, dopo 20 anni di sconfitte. Ma si sprecherebbero anche le analisi di dettaglio: la base allargata verso il centro ex civico, la presenza quasi nascosta del marchio Pd…  Per certi versi sarebbe una spinta per Renzi e per la sua idea di un Pd partito della nazione, ma con la grossissima differenza di un leader non egocentrico ma semmai capace di unire anche gli apparenti opposti (come simboleggiato dalla presenza dell’ex procuratore Laguardia e di alcuni ex colleghi di Vignali).

Se vince Cavandoli, i dati forti sarebbero due: innanzitutto la prima vera vittoria del centrodestra a Parma (Ubaldi era alleato di Forza Italia, ma teneva formalmente a distanza Lega e An e…gli stessi berlusconiani. E così avvenne, elettoralmente, anche per Vignali che vinse nel nome di Ubaldi per Parma), ma – cosa importante per i possibili effetti nazionali – sarebbe la vittoria di un centrodestra a trazione leghista. Il che contraddirebbe quanto Berlusconi ha affermato non più tardi di ieri: “In Italia il centrodestra può vincere solo se sta unito e sotto la guida dei moderati”, cioè sotto la guida sua e di Forza Italia. Una Cavandoli sindaco sarebbe per Salvini, che non a caso celebra proprio qui il congresso della Lega, un formidabile argomento per la trattativa sulla leadership.

Se vince un civico tra Alfieri, Greci e Russo sarebbe molto più di un ritorno al civismo che già fu protagonista con Ubaldi. Neppure lui, infatti, vinse da civico solitario: nel ’94 fu eliminato dal ballottaggio Lavagetto-Busani, e nelle elezioni successive vinse ma solo alleandosi con un partito strutturato come Forza Italia. Ovviamente questo precedente sembrerebbe ridurre le possibilità di successo dei tre civici “puri” (Pizzarotti e Scarpa non possono essere definiti tali). Ma non dimentichiamo anche il ruolo che un civico fuori dal ballottaggio ma in doppia cifra, ovvero oltre il 10%, potrebbe giocare nel ballottaggio: proprio come Ubaldi nel 1994, quando fu importantissimo nel far perdere Busani.

Se vince Bacchieri, ovviamente il discorso della trasformazione di Parma che abbiamo fatto per Cavandoli sarebbe moltiplicato all’ennesima potenza. E se vincono Manno o Bergamini, sarebbe molto di più di un ritorno alla “Parma rossa” dei primi decenni post-guerra.

Sì, penso proprio che delle elezioni di Parma si leggerà anche oltreconfine.