Lo ha ricordato il Frambo di buon mattino su Facebook: oggi è il 27 maggio, che per il calcio di Parma significa “quel” 27 maggio.  Il video è raccontato dalla professionalità e dall’accento reggiano (chissà che tortura, per lui quel giorno) di Pier Paolo Cattozzi, “costretto” a raccontare il sogno dei cugini proprio nel giorno del derby. Perchè ricordare?

Ci sono mille motivi per farlo.

Per ricordarci, e ricordare ai crociati di oggi, che umiltà e sogni a volte vanno d’accordo, se ci si crede fino in fondo. Per ricordare che nel cammino di questi due anni, così come nel sogno di allora, ci sono stati Nevio, Gigi, Lorenzo… Per ricordarci di Sandro (bandiera allora, bandiera nei giorni difficili del fallimento, bandiera speriamo anche nel futuro gialloblù) e di un Sindaco che non aveva bisogno di… ballottaggi, tanta era l’allegria che regalava sul campo. Per ricordarci della passione e delle intuizioni della famiglia Ceresini (e dell’unica persona che mancava quel giorno in cui più di tutti avrebbe meritato di esserci). Per ricordarci dei nostri cugini che calcisticamente abbiamo fatto soffrire parecchio, ma che a volte hanno tanto da insegnarci e con cui sarebbe ora di fare più squadra (non nel calcio, ovviamente…). Per ricordarci di un urlo in telecronaca “un pochino” esagerato ma con tutta la gioia di quel giorno. Per ricordarci, infine, di quanto il calcio sia bello quando lo si fa essere una festa: che si sia dalla parte di chi vince come da quella di chi perde.

Il 27 maggio 1990 ci fu tutto questo. “Quel” 27 maggio da ricordare…