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Ieri Totò Riina ha potuto partecipare solo su una barella in videoconferenza all’udienza per la strade del treno 904 nel Natale 1984.
Susanna e Pier Francesco, due ragazzi parmigiani che si amavano e che probabilmente facevano sogni belli, neppure in barella: loro erano su quel treno…

Ho intervistato e sono diventato amico di Enzo Cavalli, padre di Susanna. Per anni mi ha ripetuto, piangendo, la stessa frase che ripeteva da quel giorno che gli aveva portato via la dolcezza di Susanna: “Ogni giorno vorrei sbattere la testa contro il muro”. Ecco: anche per Enzo, anche per Susanna e Pier Francesco un capo della mafia non può, non deve essere riportato fuori da un carcere o da una struttura dove sia curato ma da detenuto.