municipio x candidati 040517

Ma dove lo trovano i parmigiani un altro passatempo così divertente e senza sforzo come le elezioni? Intanto è come entrare in discoteca senza obbligo di consumazione (cioè senza andare a votare: e infatti 67mila parmigiani si sono tenuti ben lontani dai seggi) godendosi poi comunque lo spettacolo. Innanzitutto quello degli 8 velleitari spariti al primo turno: “Guarda che disastro il risultato di Tizio”, “Ma dove voleva arrivare Caio?”, “Ma davvero Sempronia sperava di diventare sindaca?”…

E adesso tocca al ballottaggio, dove già tanti (basta fare un giretto per facebook) hanno deciso che “non mi piace nessuno dei due”. Poi ci si divertirà sullo sconfitto del ballottaggio, che è un po’ come sfottere i tifosi della Juve in Champions: arrivi in finale ma resti a becco asciutto. E anche per lui non mancheranno giudizi di chi “io lo avevo detto che Tizio (o Caio) non poteva vincere”. Ma poi, naturalmente, resta la parte più succosa: i cinque anni in cui potremo lamentarci di un sindaco e di una giunta di “incapaci”, di “gente non all’altezza di Parma”… Che uno poi si chiede che tipo di sindaco pensiamo di meritarci, se alla fin fine non ne va bene uno: dal Lavagetto “immobile”, all’Ubaldi “megalomane” e naturalmente il Vignali “senza personalità”, come si diceva prima ancora che i guai giudiziari lo travolgessero.

Insomma, siamo una città stupenda e piena di Geni, anche se spesso incompresi: sono solo sindaci e candidati che non sono mai alla nostra altezza…

In questa cornice, non poteva non incuriosirmi la reazione degli sconfitti e verso gli sconfitti. E non parlo solo dei candidati sindaco, ma anche di tutti quelli che ci hanno messo faccia e impegno per dare una mano in questa o quella lista. Nei giorni scorsi ho parlato di due giovani che hanno avuto successo: la bella lezione di Leonardo e Marta . Ma non meno encomiabili sono le decine e decine di parmigiani che ci hanno provato con successo minore.

Quanto ai candidati sindaco, bersaglio di tanti commenti ironici da tastiera, ecco al volo qualche loro frase letta su facebook. Laura Cavandoli: Sarò comunque parte attiva all’interno del consiglio comunale e non sarò sola ma ben affiancata da valenti giovani leghisti solerti nel raccogliere le sollecitazioni dei parmigiani: faremo un’opposizione di qualità e, per quanto potremo, costruttiva. (…) Forse non realizzeremo tutti gli impegni presi nel programma ma faremo di tutto per realizzarli perché ci stanno a cuore e perché per me, per noi e per voi – Luigi Alfieri: Se devo dire la mia, lo rifarei. Se devo dire la mia, una volta nella vita bisogna provare ad andare oltre le parole. Se devo dire la mia, incontrare gente straordinaria ha un valore incomparabile. Se devo dire la mia dietro a un sogno c’era un progetto concreto. E questo ha portato al fallimento elettorale, un’idea concreta di città non politicamente corretta. Disturbante. Ma posso sbagliarmi. – Filippo Greci:  Mi spiace aver deluso tante persone, ma debbo dire che la delusione piu’ grande l’ho avuta da una citta’ spenta, illusa, narcotizzata e ripiegata su se stessa, incapace di vedere quel che sta accadendo veramente; si vede che ai parmigiani piace cosi. – Laura Bergamini/Pc: Partito Comunista rivolge un grazie di lotta e di speranza al migliaio di compagni, simpatizzanti e amici che hanno sostenuto con entusiasmo la nostra lista elettorale con candidata a sindaco la compagna Laura Bergamini. Ci impegniamo pubblicamente a trasformare questo risultato positivo per noi in azioni di rafforzamento del Partito e di lotta sociale. – Emanuele Bacchieri: Da domani a prescindere da chi vincerà il ballottaggio e a differenza di tutti gli altri che ricompariranno solo alle prossime amministrative, saremo di nuovo in strada fra la nostra gente, per contribuire a risolvere i problemi della città”. – Naturalmente, anche se non ho loro citazioni, il discorso si allarga all’impegno di Manno, Russo, Ghirarduzzi.

Ecco, abbiamo davanti 5 anni in cui non possiamo pensare che, pur con tutti gli auspici per Pizzarotti e/o Scarpa, il peso del miglioramento di una città ricada interamente sulle spalle di un sindaco. C’è bisogno di tutta la città: di chi si è candidato e che anche fuori dal Consiglio comunale potrà dare il proprio contributo di cultura e valori, senza rammaricarsi di averci provato, e di chi, invece, ha preferito nascondersi domenica per essere magari oggi in prima fila a criticare chi comunque ci ha provato…