pizzarotti vs scarpa ascom

Chi come me si stava chiedendo su quali temi potesse imperniarsi la sfida del ballottaggio Pizzarotti-Scarpa (ad esempio il dibattito di oggi sul commercio al Grand Hotel de la Ville) forse non ha capito nulla. E nella politica senza schemi ideologici, e a volte un po’ schizofrenica, del terzo millennio pare proprio che la bilancia del ballottaggio possa essere fatta pendere da scelte non sempre parmigiane e un tempo impensabili. Provate a seguirci, anche se chi scrive e chi legge rischierà un po’ di labirintite.

I primi fatti sono arrivati dalla coalizione del centrodestra. Prima la Meloni per Fratelli d’Italia, poi il coordinatore regionale Palmizio per Forza Italia hanno escluso possibili collaborazioni “con la sinistra”. E anche i principali esponenti locali di FdI  (Bocchi e De Matteis), pur senza nascondere il loro scarso entusiasmo per le vicende del ballottaggio hanno avallato la scelta: quindi un primo pacchetto di circa 3400 voti sembra in viaggio verso Pizzarotti, sempre che  gli elettori della Cavandoli all’11 giugno non preferiscano il 25 votare per…la spiaggia.  E se  la stessa scelta arrivasse anche dalla Lega, Pizzarotti avrebbe un potenziale e forse decisivo bacino di circa 8mila voti: in realtà Rainieri sembra escludere questa eventualità, ma si tratta di capire come vorrà comportarsi Salvini, che su Parma e sulla Cavandoli si era speso con un paio di visite.

Insomma, per Pizzarotti sembra profilarsi una replica degli aiuti del 2012 contro Bernazzoli, anche se saggiamente il sindaco uscente si tiene al di fuori da qualunque dichiarazione che alluda ad accordi in tal senso e ricorda invece che già Ubaldi nel 2012 fece dichiarazioni di appoggio ma senza che lui avesse chiesto nulla.

E a questo punto, la rimonta di Scarpa sembrerebbe da subito in evidente salita: anche perchè, sempre in tema di influenze romane o bolognesi, resta gettonatissima la tesi di una parte del Pd “tiepida” (è un eufemismo) verso Scarpa e allettata da un Pizzarotti-bis che possa spendersi anche in chiave nazionale (Effetto Italia) contro la minaccia Grillo. Certo, fa anche sorridere che Forza Italia giustifichi il no a Scarpa come “no alla sinistra” quando una delle critiche parmigiane più forti a Scarpa è stata invece quella sul “troppo centrismo” per di più incarnato da figure riconducibili all’era Vignali (tema su cui i pizzarottiani continuano a battere sui social anche in questi primi giorni di ballottaggio).

Risultato già deciso, dunque? Ovviamente no, visto che alla fine a votare sono le singole persone, che a sinistra come a destra sono sempre più refrattarie a seguire fideisticamente le direttive dei partiti. E poi, nella schizofrenica fotografia politica che stiamo osservando non è ancora finita: c’è infatti chi dice che alla sinistra potrebbero arrivare i 1200 voti di…Casapound, che con Pizzarotti ha anche una profonda antipatia personale. E a questo punto, per chiudere con una battuta, chi ci dice che, dopo essersi accuratamente tenuto alla larga rispetto al buon Ghirarduzzi, Beppe Grillo non possa pensare a un comizio parmigiano anti-Pizzarotti e a favore di Scarpa…?  🙂