Cattura

La retorica, nel calcio, è sempre in agguato. Ma poche cose come lo sport, perfino se malato come certo lo è il calcio (non dimentichiamo il 2014-15…), riescono ad unire una città, che piaccia o no.

La foto dell’home page del sito del Parma 1913, con lo striscione delle favole, fissa una immagine bellissima del trionfo di Firenze, che i ragazzi di oggi un giorno rievocheranno come noi facciamo per i due spareggi di Vicenza. Ma al di là delle favole e della già grande gioia del presente, un aspetto bellissimo di questa promozione in B è che ha unito generazioni e squadre crociate/gialloblù, in una sorta di supersquadra.

Ieri abbiamo ricordato il messaggio forse più toccante: quello nel nome dello sfortunato capitan Bruno (che a sua volta rimanda a un altro capitano senza fortuna: Gianluca Signorini). Poi sulla Gazzetta abbiamo letto i tanti tweet di campioni del passato da Di Chiara a Ganz. A Firenze le telecamere della diretta mostravano in campo il simbolo Lucarelli e poi si spostavano in tribuna su una presenza passata e futura, come Hernan Crespo ieri bomber e oggi rappresentante della possibile nuova proprietà. Ieri sera alla festa di Noceto Sandro Piovani ha ricordato l’importanza in tante rinascite crociate di Giorgio Orlandini, scomparso proprio alla vigilia di questa gara. E il figlio del sindaco Grossi ha postato l’indimenticabile abbraccio che nel 1986 (dopo la promozione conquistata con la Sanremese) unì quel sindaco al Presidentissimo di sempre, Ernesto Ceresini, mentre a Firenze il figlio Fulvio esibiva scherzando il biglietto di parterre.  Giovanni Ferraguti posta oggi su facebook uno scatto bianconero di Benedetto, il Michelangelo crociato di Vicenza. Sui social arrivano i complimenti di Buffon, e lontano dai social pensi a chi ha sudato per anni la maglia crociata in anni complicati: da Ivo Cocconi a Ideo Bertozzi, fino alla bella foto di Bruno Mora postata dal figlio .

E infine il Parma di Wembley. Bello che Ferrari e Faggiano abbiano condiviso nei meriti della vittoria anche chi ha messo i primi mattoni della rinascita: Scala, Apolloni, Minotti, Galassi… I fatti dicono che chi ha  voluto la svolta ha avuto mano felice nello scegliere la nuova guida (D’Aversa ha fatto come il Maldini 1979), ma nel vedere sabato il dribbling di Calaiò  o certe giocate decisive di Baraye in altre partite, ho pensato che non tutto il “prima” era sbagliato come ad un certo punto tanti tifosi hanno ingenerosamente pensato. E il sogno è che un giorno ci sia l’occasione per riabbracciare e ringraziare chi, ieri ed oggi, ha dato tanto al calcio di Parma.

Infine, a proposito di eroi di Wembley, spero che in serie B l’organigramma preveda anche la figura del team manager. Nel caso, i tifosi del Parma avrebbero sicuramente un nome da suggerire…