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Li sto seguendo dal vivo, sul web, in tv (stasera in Borgo delle Colonne BDC e domani in Piazza con doppia diretta tv). Non azzardo previsioni, perchè per fare brutte figure ci sono già sondaggi ed exit poll, ma una cosa si può già dire: 

Federico Pizzarotti e Paolo Scarpa stano dando vita a un confronto parmigiano molto interessante, nei contenuti e (se i due non mi smentiranno negli ultimissimi giorni) anche nei toni.

Certo, qualche frecciatina da una parte e dall’altra ogni tanto parte: in un ballottaggio equilibrato è quasi inevitabile, anche se spesso questi toni tolgono più a chi dice che a chi subisce. Ma nel complesso, obiettivamente, la possibilità di un confronto a due dopo i troppo affollati ma inevitabili dibattiti a 10 voci, si sta rivelando molto più interessante rispetto alla prima fase elettorale. Anzi, l’impegno dei due candidati meriterebbe una maggiore partecipazione al voto di quanto non sia avvenuto nel primo turno, anche se molti paventano un’ulteriore emorragia di elettori.

Chi andrà alle urne sceglierà liberamente. Ma una cosa va detta fin d’ora, e non per retorica o buonismo ecumenico: uno dei due vincerà e governerà, con i numeri che una legge efficace attribuisce al sindaco. Però una grandissima fetta di città, compresi appunto gli astensionisti, rimarrà fuori da questa scelta. E allora, diversamente da quanto (per colpa di tutti) è avvenuto nei 5 anni trascorsi, è importante che maggioranza e opposizione, e innanzitutto Pizzarotti&Scarpa o Scarpa&Pizzarotti, abbiano l’intelligenza e l’umiltà di capire che solo lavorando insieme potranno far crescere Parma. Portando avanti il rispettivo progetto, ma senza pretendere (come le esigenze della campagna elettorale impongono di far credere fino a domenica) di avere in mano la ricetta assoluta.

E a chi non piace nessuno dei due? Semplice: invece di sfogarsi con commenti ironici e non sui social, inizino a riunirsi e a progettare un loro impegno diretto. Altrimenti, nel 2022 ascolteremo da loro le solite trite ed ipocrite recriminazioni…