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C’è più voglia di tortelli e rugiada, che degli ultimi confronti del ballottaggio Pizzarotti-Scarpa (stasera quello pubblico in Piazza,  quello sulla cultura a BDC in borgo delle Colonne documentato dalle foto). Buffa città, Parma:

ormai ha sentenziato che questo ballottaggio è “scontato”. E tanti (gli stessi che al primo turno se ne sono fregati, ma anche tanti di quelli che hanno votato) si sono ormai convinti che, per usare una frase vista oggi su facebook, “dipende se preferisce la padella o le braci. Il fatto è che si scotta in entrambi i casi”.

Il ballottaggio più scontato? Certo: oggi è facile dirlo. Ma chi si ricorda dell’inverno 2012 nel quale gli stessi parmigiani si chiedevano quanti mesi ancora avrebbe tirato avanti la giunta degli “inesperti e incapaci”? E chi della frase perfida, di neppure un anno fa, con la quale Beppe Grillo salutò l’addio del sindaco di Parma: “Goditi i tuoi 15′ di celebrità”? Quel quarto d’ora oggi “rischia” di trasformarsi in altri 5 anni, in un Consiglio comunale nel quale la bandiera Cinquestelle non sventolerà più su “Stalingrado”.

E Paolo Scarpa, l’ingegnere dai toni fin troppo sommessi che non bucavano il video, non doveva forse sparire già nelle primarie e lasciare il posto dello sfidante a Costi? E poi, sarebbe riuscito, con tutti i casini del Pd (scusate, la parola non è elegante ma rende bene…), ad evitare la rimonta di un centrodestra compatto e di una Cavandoli spinta a più non posso da Salvini in persona?

Insomma, ballottaggio scontato sì, ma solo con il senno di poi. E con la snobistica puzza sotto il naso che in queste elezioni Parma ha esibito ancor più del solito. Se tutti gli scontenti di Pizzarotti e Scarpa si fossero uniti in un partito (o anche in due, se vogliamo pensare a scontenti di destra e di sinistra), oggi al ballottaggio ci sarebbero loro. Ma a Parma piace molto di più denigrare che costruire: e allora, ben venga Pizzarotti o Scarpa, così per altri 5 anni ci lamenteremo di Parma che non sa produrre di meglio, ma sempre standocene rigorosamente lontani. Come i bolognesi “umarèll”, delizia e croce di chi se ne sta – criticando – alle spalle di chi lavora nei cantieri: ecco,  se davvero iniziassimo a pensare che al cantiere Parma dovremmo lavorare un po’ anche noi, forse la crescita della città non sarebbe legata semplicemente alla scelta fra due candidati.

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