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Non vi ho mai risparmiato le critiche (quest’anno il bar col Padova), ma non ho mai preteso di giudicarvi. Non vi ho mai abbonato le riflessioni scomode (come quella sul perchè di una tragedia assurda come quella di Matteo), ma non ho mai avuto problemi a raccontare e amplificare quanto più potevo le tante cose belle che avete fatto: l’ambulanza, le riffe, certe prese di posizione contro le ipocrisie di tanti, a volte noi giornalisti compresi. E ho ancora da parte il vostro titolo “Ultras non è violenza”, proprio contro certe nostre generalizzazioni… Oggi che arrivate ai vostri “primi 40 anni” 

mi vien da dire che sì, certe cose mi sembrano ancora eccessive o esasperate. Ma dico anche che  del calcio siete voi gli innamorati più veri, perfino quando venite traditi come è successo anche a Parma.

La curva l’ho vissuta da dentro solo due volte: a Trieste il pomeriggio di Bonci e al Tardini la sera di Cassano-Amauri-Donadoni & C., e vista la cabala chissà che non ci sia il due senza il tre… Ma anche da fuori curva, e sempre con l’impegno ad ascoltare e a cercare di capire anzichè sentenziare anche quando non saremo d’accordo, mando un buon compleanno sincero ai Boys quarantenni. Da un cronista non più “boy” da tempo, ma che con voi condivide almeno l’amore per il calcio e per Parma. Buona festa !

Da stasera a Lemignano, reggiano chi manca: leggi il programma sul sito dei Boys 1977