Il giorno del silenzio consente ad ognuno di meditare la propria scelta, ma induce anche a qualche riflessione che, senza ovviamente  violare silenzio e par condicio sui due candidati, ci ricordi che cosa è stata questa lunga e intensa campagna elettorale che domani sera porterà al nome del sindaco di Parma. 

Uno su dieci ce la fa… – Ovvio che domani sera su tutto spiccherà il nome del vincitore. Però non sarebbe male neppure  soffermarci sullo sconfitto (chiunque sia, come l’altro si è sottoposto in queste settimane ad un grande tour de force di impegni e confronti, e fino a prova contraria al servizio della città e di tutti noi). E anche su quell’esercito di 10 candidati sindaco e di centinaia di candidati consiglieri e di attivisti dietro le quinte che in un modo o nell’altro si sono dati da fare. Possono piacermi o non piacermi le loro idee: di sicuro però hanno fatto più di me, e più di tanti giudici da tastiera il cui unico sforzo elettorale è stato liquidare, con parmigianissima puzza sotto il naso, tutti i candidati, traducendo poi questo snobismo nell’assenza dalle urne (scelta libera in democrazia: poi però, come si diceva  nei matrimoni, “taccia per sempre”…)

Ragazzi in gamba e stranieri in lista – Due belle realtà, almeno, queste elezioni ce le hanno regalate: con la politica si sono cimentati diversi giovani e alcuni si sono rivelati davvero in gamba. A seconda del risultato di domani, qualcuno di loro riuscirà anche ad entrare in Consiglio (dove il…consiglio è di non imparare troppo in fretta le liturgie e gli stereotipi del politichese e di rimanere sè stessi). Ma anche chi non approderà al Consiglio è una grandissima risorsa per Parma, che la città e i partiti dovranno tenere in qualche modo agganciata alla politica, che ha grande bisogno della loro freschezza. Stesso discorso per gli stranieri: se la città multietnica è già un fatto di oggi, e una sfida di domani, solo la presenza nel dibattito politico anche dei “nuovi parmigiani” può aiutarci a trovare le soluzioni. Anche qui, e in più liste, ci sono state belle esperienze: da non disperdere e anzi da allargare a chi fin qui è sempre rimasto un po’ ai margini del dibattito cittadino (Penso anche, e nonostante alcuni momenti in cui è stato rotto il ghiaccio, alla comunità islamica).

Große KoalitionCitiamo tante volte la Germania come modello di efficienza e l’associamo ad Angela Merkel, ma dimentichiamo spesso che quel Paese si regge in realtà su una coalizione nella quale la CDU lavora insieme a SPD. Senza arrivare a tanto, un sindaco che – chiunque sia – rappresenterà solo una minoranza degli elettori parmigiani dovrà avere l’intelligenza (e con lui l’opposizione) di non rinchiudersi e di non ricreare quel muro contro muro che, per colpe di tutti, ha secondo me limitato il lavoro e le potenzialità del Consiglio comunale negli ultimi 5 anni. Ci sono temi, dalla sicurezza al problema droga che non è fatto solo di spacciatori neri e brutti ma anche e soprattutto di ragazzi bianchi e parmigiani e nostri figli, troppo complessi per non essere affrontati con il contributo di tutti.

Tanti parmigiani, a volte anche esagerando, esaltano la Parma del passato: i veri o presunti “anni d’oro”, che sono stati ricordati anche in occasione della morte di Giorgio Orlandini proprio alla vigilia del voto. Quello che davvero va recuperato da quegli anni è la straordinaria capacità di confronto che Parma aveva fra tutte le proprie componenti: il governo politico allora nelle mani della sinistra Pci/Psi, il potere economico delle imprese ma anche delle associazioni del commercio o dell’agricoltura, la chiesa di Parma (penso al ruolo del vescovo Cocchi e dei preti di quartiere e penso ora alle parole di sprone di mons. Solmi nel suo editoriale su Vita Nuova), e gli intellettuali, ma anche i mezzi di informazione che sempre più (nell’era delle news in tempo reale) di Parma non possono limitarsi a registrare la cronaca ma devono essere un quotidiano pungolo per tutti.

Domani si sceglie “solo” il sindaco – Sapere chi governerà la città è importante ovvio. Ma così come sindaco e amministratori non dovranno rinchiudersi nel conquistato Municipio, anche a noi toccherà non lasciarli da soli. Se vogliamo la Parma che ci piace, non possiamo pensare di poter stare solo a guardare. E a criticare…