Era rimasta incastrata nel finale della campagna elettorale, ma questa piccola storia va ora ripresa e raccontata. Anche perchè, proprio per chi dovrà ora amministrare la città, è un piccolo ma concretissimo esempio di come a volte basti davvero poco per volare alto. Letteralmente…

Protagonisti della storia, infatti, sono i rondoni: quelli che spesso etichettiamo col più generico termine di rondini, così come i balestrucci (ma qui vi risparmio le distinzioni ornitologiche).

Anche Parma ha celebrato il Festival del Rondone, con una passeggiata guidata organizzata dall’Ada in Oltretorrente. Le foto qui sopra già lo dicono: il volo dei rondoni, in questo caso sopra la chiesa dell’Annunciata, è una gioia ed uno spettacolo di libertà. E in qualche modo anche di cultura, poichè questi uccelli – anche a Parma – hanno l’abitudine, e verrebbe da dire il gusto, di concentrarsi spesso intorno a edifici di valore artistico, in una simbiosi storico-naturalistica che dovrebbe  fare felice ogni città.

Il punto è che sempre più spesso la loro esistenza viene messa in discussione dalle ristrutturazioni degli edifici, durante le quali spesso vengono chiusi i “buchi” utilizzati dai rondoni (magari da decenni e decenni) come nidi.

Ma per fortuna non è sempre così. Grazie all’opera di sensibilizzazione di chi l’ambiente lo ama davvero (e per il festival cito Laura dello Sbarba dell’Ada, Renato Carini dell’Asoer e il prof. Andrea Beseghi dell’Ulivi), qualcosa sta cambiando. Ad esempio è quello che sta avvenendo nei lavori di restauro dell’Ospedale vecchio, un altro regno dei rondoni. E basta davvero poco, per costruire rifugi adatti ai rondoni ma non ai meno amati  e meno utili piccioni: ad esempio un mezzo mattone di traverso che lasci lo spazio solo per i rondoni, come si vede nelle foto:

(E nella terza foto si vedono nidi artificiali installati nel frattempo sui ponteggi). Si tratta, di accorgimenti semplicissimi e neppure troppo onerosi, specie se nei “costi” si considera l’alternativa che sarebbe perdere queste splendide, e anche utilissime, creature: ad esempio contribuiscono a ripulire da mosche e zanzare. Ma soprattutto sarebbe un modo di auto-educarci al rispetto dell’ambiente, anche nei centri urbani.

Che è proprio il fine di un progetto che il prof. Beseghi, insieme ad una autorità in materia quale Francesco Mezzatesta, sta portando avanti al liceo Ulivi.  Ne riparleremo, perchè il primo nemico da vincere è sicuramente la nostra ignoranza.