degrado collage foto

Un giorno a New York ho visto un cartello di divieto di parcheggio. Ma non era un normale divieto e ammoniva “Don’t even think..!.” ovvero “Non pensarci nemmeno” di parcheggiare qui…

La notizia, che ieri ho postato dalla Gazzetta,  di un nigeriano (richiedente asilo politico) denunciato mentre faceva pipì in strada in via Trento ha riaperto il mai sopito dibattito su “Parma che è cambiata”. E, “ovviamente”, per molti parmigiani il cambio è tutta colpa degli invasori immigrati incapaci di rispettare le regole della convivenza civile. Come già detto, e senza ipocrisie 

(convinto che il modo migliore per affrontare i problemi non sia nasconderli), è evidente a tutti che una immigrazione sempre più rapida e sempre meno controllata qualche problema lo crea. E ci sono zone della città dove l’episodio di via Trento, o peggio, non è certo un inedito: purtroppo qui il cronista è anche testimone, avendo avuto i genitori per anni in borgo Marodolo…

Quindi il problema non è negare questa parte del dibattito. Però, esattamente come per lo spaccio di droga è tempo di aprire gli occhi sul fatto che i pusher ciclisti saranno anche africani ma i loro clienti sono bianchissimi figli nostri “dal sàss”, è forse anche arrivato il momento di chiederci: ma perchè siamo convinti che la nostra città si proponga a chi arriva come una città che rispetta e fa rispettare le regole…?

Lasciamo stare il “Don’t even think” della Grande mela,  che è un traguardo oggi lontanissimo per una città italiana esattamente come le code dei giapponesi alla fermata del metrò o la disciplina dei tedeschi su piste ciclabili che convivono con i marciapiedi (sì: non ci sono solo a Parma ma anche a Berlino, e nessuno va dalla parte sbagliata…).  Ma guardiamoci un po’ intorno, e allo specchio…

Innanzitutto i telefonini. Che ormai usiamo ovunque: guidando, camminando a costo di sbattere contro qualcuno o qualcosa (provate a farvi via Repubblica osservando chi vi viene incontro e contate quanti hanno gli occhi sul display) o addirittura in bici/scooter/skateboard.

Oppure le cicche: guardate la foto qui sopra, oppure scrutate il marciapiedi (specie se con cubetti di porfido) davanti a qualche fermata di bus. Vi accorgerete che le fessure sono tutte “stuccate” con mozziconi di sigarette: qualcuno dubita che molte di queste sigarette siano di provenienza ducale…?  E ne ho viste anche sui prati della Cittadella, sui bastioni dove la percentuale di stranieri non va oltre il 10%…

E così via per cartacce, bottiglie ecc. Sicuramente con un cospicuo contributo extracomunitario (la foto del parco Falcone Borsellino è in una zona solitamente dedicata al commercio di fumo), ma certo non senza qualche lascito made in Parma.

Morale: c’è sicuramente bisogno di un forte lavoro di educazione civica. Che ovviamente riguarda i nuovi arrivati (vedi i bivacchi sul preziosissimo Battistero), ma che non può non partire da noi che dovremmo dare l’esempio. E che, come a New York, dovremmo essere così credibili da scrivere “Don’t even think!”…