autista bus picchiato 300817

Siamo tutti sullo stesso bus. E il bus è evidentemente quello che, suo malgrado, da 24 ore fa girare “l’immagine” di Parma su siti e social a livello nazionale.

La notizia, la presenza dei video, le tensioni che in tutta Italia si respirano sul tema immigrazione/ordine pubblico: tutto ha contribuito ad amplificare la portata della notizia di Parma. E in città non si discute quasi di altro: specie nella Parma social di Facebook. Ma è possibile

già a caldo provare a mettere ordine e a ristabilire un po’ di equilibrio? Anche in un piccolo blog come questo? Proviamo, attenendoci soprattutto ai fatti concreti:

  1. Quello che si vede nel video, qualunque parola o gesto l’abbia preceduto, è gravissimo: il “signore” che si vede nelle immagini va immediatamente preso e messo a riflettere al fresco.  Anche perchè è forse solo un miracolo se l’autista, cadendo a terra, non ha battuto la testa con conseguenze più gravi o tragiche.
  2. Sempre al di là di ogni ricostruzione della lite, una città non può tollerare che ci siano ormai in troppe zone assembramenti o altre situazioni di degrado e quindi anche di scarsa sicurezza: piazzale Dalla Chiesa, via Trento, viale Vittoria, Piazza Duomo, alcuni parchi… Sono solo una parte di quella fetta di città che almeno in certi orari non possiamo più definire “nostra”. E qui tocca a chi presiede l’ordine pubblico battere un colpo: senza sminuire e senza ottimismi come troppo spesso si è fatto negli anni passati.
  3. Ora che non ci sono più i veleni delle elezioni, il tema sicurezza va preso nel suo effettivo spessore dalla politica. Tutta la politica. E dobbiamo chiederci e discutere di quello che davvero può fare la Polizia municipale della città, per poi pensare ad integrazioni o altre soluzioni.  Che poi il discorso ordine pubblico sia legato anche alle decisioni di Roma lo sappiamo tutti: e qui tocca ai politici che abbiamo appena eletto rompere le scatole a chi sta al governo. E ai parlamentari di Parma, per ore contagiati dal più generale silenzio Pd fino ai comunicati di giovedì pomeriggio.
  4. C’è un sindaco appena rieletto: ha la forza ed ora anche l’esperienza per dirci che cosa concretamente il Municipio può e vuole fare. Che deve essere necessariamente di più di quanto fatto in passato.
  5. L’episodio della stazione va chiarito in tutti i suoi aspetti.  La solidarietà con l’autista picchiato è immediata e indiscutibile. Ma occorre anche capire, e poi valutare per il futuro, quale dev’essere in questi casi il comportamento di chi ha un ruolo così esposto: per tutelare la loro sicurezza ma anche per evitare che in qualche modo fomentino tensioni. Non so valutare le cose che ho letto sul web a proposito di alcuni precedenti con lo stesso autista protagonista: questo non giustificherebbe comunque l’aggressione violenta sul bus, ma va a sua volta chiarito. Di tutto abbiamo bisogno tranne che di chi getti benzina sul fuoco anzichè contribuire a spegnerlo. Ma su questo punto, ovviamente, possiamo solo aspettare l’esito delle inchieste di forze dell’ordine e Tep

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Detto tutto questo, però, dobbiamo poi iniziare anche a chiederci se noi possiamo permetterci il lusso di limitarci a giudicare e a sentenziare (lo dico anche a me stesso, ovviamente) su tastiera e facebook. Ad esempio:

6) Come possiamo lamentarci delle inadempienze della politica che gestisce la città e il Paese se poi della politica (vedi astensionismo record di giugno) siamo i primi a disinteressarci?

7) Chiediamo giustamente che i nuovi arrivati si sottopongano alle regole e alle leggi. E alla cosiddetta “Parmigianità”.  Poi però ci mostriamo a loro mentre guidiamo col telefonino, gettiamo cicche per terra, parcheggiamo al posto dei disabili, non facciamo o non chiediamo scontrini (ed è di oggi la notizia di 8,4 milioni non dichiarati all’Isee). Ma se non le rispettiamo noi perchè le regole dovrebbero rispettarle loro…?   Dite che ho fatto paragoni marginali rispetto alla violenza sul bus? Allora sappiate che guidando col telefonino c’è chi a Parma ha ucciso gente in bicicletta, ad esempio…

La violenza del video mi scandalizza e mi fa paura. Ma anche questa città incattivita, e spesso superficiale nelle sua analisi, mi sorprende e mi mette tristezza. Proviamo a tornare quelli che eravamo: senza fare sconti a chi sbaglia, ma neppure a noi stessi. Siamo tutti sulla stessa barca: anzi, oggi sullo stesso bus.