rissa autista bus 2017

Doveva essere la madre di tutte le questioni e l’argomento principe per scardinare il sindaco uscente. E invece il tema sicurezza si è puntualmente rivolto verso chi lo portava avanti, sia nel primo turno che nel ballottaggio. Ma una volta uscita dalla porta delle elezioni, ora la questione sicurezza sta fragorosamente rientrando dalla finestra della cronaca. Partiamo dai fatti. 

Senza andare troppo all’indietro, ecco il “bollettino” di agosto e dei primi giorni di settembre:

1 agosto: doppia rissa in stazione (in una spunta anche un coltello) in 24 ore

6  : Portici del Grano come vespasiano. Scattano le prime multe

8 : anziana scippata in pieno giorno in viale Pasini

11 agosto: aggredito e pestato sulla pista da ballo in un locale

12: blitz in stazione contro la mafia nigeriana

12: ruba e aggredisce un vigilante, patteggia, subito libero

14: nuova rissa in stazione con coltelli e bottiglie. Due arresti, uno fuori il giorno dopo

19: furti a ripetizione nei reparti ospedalieri

20: rapinata in Piazza Garibaldi mentre fa bancomat

23: nuovo blitz in stazione. 5 espulsi

24: ripetuti furti e vandalismi in borgo Tommasini

27: furto e devastazioni al centro diurno

30: picchiato autista di bus in zona Stazione (in corso indagini sulla dinamica, video violento diffuso online)

2 settembre: rissa fra stranieri in via Bixio, pugno a due passanti

2: cubano sul bus senza biglietto rompe la porta a calci

2: lettera dei residenti in San Leonardo: “Viviamo fra illegalità e insicurezza”

3: fidanzati rapinati e picchiati in Piazza Duomo

4: corsivo Gazzetta: via Verdi vespasiano a cielo aperto

4: via Verona, tentata violenza sessuale in pieno giorno

E se aggiungiamo il video di una rissa postata sui social, possiamo riassumere la mappa delle zone di Parma interessate da fatti negativi partendo da viale Vittoria, per poi proseguire con Stazione, Piazza Garibaldi, viale Pasini, borgo Tommasini, via Bixio, San Leonardo, via Verdi/Pilotta. E non parliamo dei parchi (Vetrai, Falcone-Borsellino,  ecc.). Possono sembrare episodi “minori”, e ovviamente lo sono rispetto ad esempio a un omicidio: ma non è certo il caso di attendere una tragedia, che peraltro si è pericolosamente sfiorata sul bus, dove l’autista ha rischiato di battere la testa cadendo. Ce n’è quindi abbastanza per ribadire ancora una volta che nonostante l’operato delle forze dell’ordine (ma quante volte alla notizia di un arresto segue quella della scarcerazione immediata…) ci sono fette di città sempre meno sotto controllo.  Ed anche blitz e retate non bonificano, ma creano solo piccole pause prima che la situazione torni a degenerare (vedi Stazione).

Parma non è certo l’unica città con questi problemi. E l’incidenza dell’immigrazione massiccia si collega ad un problema evidentemente ben più ampio della semplice prospettiva cittadina. Ma allo stesso tempo, è prima di tutto con la situazione parmigiana che noi ci misuriamo.

Ecco perchè, ora che i veleni della competizione elettorale sono archiviati, forse si dovrebbe pensare a un serio e vero confronto, su un tema che è sicuramente fra le priorità. Sicuramente un confronto in Consiglio comunale, per poi portare istanze a prefetto, questore, parlamentari, governo ecc.  Facendolo magari precedere da un dibattito approfondito e costruttivo (come Parma una volta sapeva fare), in cui idee e proposte si confrontino liberamente e senza isterismi, da destra a sinistra e con la testimonianza di addetti ai lavori. Con l’umiltà di non pensare che ci siano per questo problema ricette riassumibili in due righe di slogan, buone per una riunione di partito ma insufficienti per migliorare la città.