Chissà se si sarebbe unito alla partitella a calcio o se avrebbe preferito il baseball come il fratello Seba che è arrivato fino a uno scudetto. Ma è bello che il tredicesimo non-compleanno di Tommy  (purtroppo non come quello nella “favola” di Alice, ma  quello di una storia così crudele da non poterla ancor credere vera) abbia avuto per sfondo un prato, dei bambini di colori diversi che giocavano insieme senza problemi, e i rappresentanti delle istituzioni di una Parma che non dimentica.

E mentre ascoltavo la celebrazione del vescovo Solmi, ancora una volta pensavo a quanto fossero vere le parole – che quel giorno sembravano solo consolatorie – del suo predecessore monsignor Bonicelli nel Duomo dei funerali:  “Tommy ucciso: ma è lui il vincitore, e gli uccisori sono sconfitti perchè hanno ucciso in sè la propria umanità”. Mentre a pochi passi un pallone rotolava in rete e accendeva giovani sorrisi. E, sicuramente, per una mamma speciale brillava in quel momento un sorriso in più.